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miso - pasta di soia


La soia è un legume originario dall'Estremo Oriente, probabilmente dalla Cina, dal Giappone e dall'Indonesia, dove era conosciuta già nel 3000 a.C.
Pur appartenendo botanicamente alla famiglia delle leguminose, presenta una composizione nettamente differente rispetto agli altri legumi per contenuto proteico (circa il 35%) e di olio (circa il 18%).
E' ricca di potassio ed é una buona fonte di magnesio, fosforo, ferro, acido folico e vitamina E, ma contiene anche manganese, vitamina B6 e tiamina. Viene quindi utilizzata come ricostituente ed energetico, e come rimineralizzante e tonico.
La soia non può essere consumata cruda in quanto contiene vari fattori antinutrizionali che vengono inibiti o distrutti con la cottura.
Dalla soia si ricavano diversi prodotti, quali:
  • Latte di soia. Si ottiene mettendo a bagno i semi di soia, macinandoli e cuocendoli. Il prodotto così ottenuto viene centrifugato e integrato con zuccheri, grassi vegetali e sali minerali perchè sia equilibrato.
    E' una bevanda che assomiglia al latte di mucca, ma è più povero di grassi, più ricco di sostanze proteiche, contiene meno calorie di quello scremato (320 Kcal per litro) ed è privo di colesterolo.



  • Tofu. E' un "formaggio" ottenuto dalla coagulazione del latte di soia (clicca qui).



  • Olio di soia. Viene estratto per spremitura o con solventi, e, come altri oli di semi, risulta particolarmente ricco di acidi grassi insaturi.
    L'estrazione per spremitura viene spessa eseguita a caldo, poi l'olio viene neutralizzato con soda caustica, quindi sbiancato, trattato contro il congelamento e infine deodorizzato.
    L'olio di soia va consumato solo crudo in quanto non è assolutamente adatto per friggere.



  • Farina di soia. E' ricavata dal residuo dell'estrazione dell'olio e viene impiegata nella panificazione, nella preparazione di paste alimentari, dolciumi e alimenti dietetici, ma anche per la costruzione di proteine strutturate come spezzatino, bistecca di soia e lecitina.



  • Lecitina di soia. Viene ottenuta dalla farina ed é un complesso di fosforo, acidi grassi insaturi e sostanze vitaminiche del gruppo B. Purtroppo , essendo raffinata e isolata, non è utilizzata dall'organismo in maniera ottimale.
    Per la sua economicità viene utilizzata dall'industria alimentare per omogeneizzare le miscele di alimenti (viene segnalata sulla etichetta dei prodotti a cui è addizionata con la sigla E 322).



  • Carne (bistecche, hamburger e spezzatino). Viene ottenuta dalla farina sgrassata sottoposta a calore e trattamenti chimici che la "ristrutturano" rendendola vagamente simile alla carne.
    Le manipolazioni industriali non garantiscono gli elementi vitali che caratterizzano il cibo «naturale».



  • Salsa di soia. E' ottenuta dalla fermentazione prolungata in botti di quercia (anche 2 - 3 anni) di soia e frumento, ma a volte anche orzo e riso, cotti con acqua e sale.



  • Miso. Pasta di soia fermentata, popolarissima nella gastrononia giapponese. Si ottiene attraverso una lunga fermentazione (dai 18 ai 24 mesi) dei fagioli di soia e sale, e viene utilizzata sopratutto nelle zuppe, come condimento sui cereali o spalmato sul pane.
La soia viene anche utilizzata per la produzione industriale di hamburger (come legante) e si trova spesso nella carne in scatola e in molti dolci e biscotti. Spesso è indicata in etichetta come «proteina vegetale», e troviamo la soia e i suoi derivati nel cioccolato (sotto forma di lecitina), in creme e budini per conferire sofficità al prodotto, nei procedimenti di cottura del prosciutto, oltre che in sughi, piatti pronti, torte confezionate e prodotti da forno resi friabili proprio grazie ad una miscela di farina di soia e cereali.
I maggiori produttori di soia sono gli Stati Uniti, che forniscono da soli circa il 75 per cento della produzione mondiale, ma essa ormai è abbastanza diffusa in tutti i continenti.
I semi di soia sono spesso causa di allergie.


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