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La carne in scatola


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carne in scatola Le fasi di preparazione della carne in scatola con gelatina sono:
  • la carne viene innanzitutto ripulita da cartilagini, tendini, pelle e grasso in eccesso, e tagliata in pezzi uniformi;



  • viene sottoposta a precottura o semicottura in acqua;



  • la carne viene sottoposta a salatura per immersione in una salamoia costituita da acqua, sale, nitrati, nitriti e aromi.
Durante queste fasi, il peso della carne diminuisce per perdita di acqua, e di conseguenza, di sali minerali, di amminoacidi solubili e di vitamine idrosolubili.
  • dopo una successiva selezione, i pezzi di carne vengono inscatolati insieme alla gelatina, quest'ultima costituita da gelatina naturale di carne e additivi addensanti (solitamente viene utilizzato agar-agar E406);



  • la conservazione della carne in scatola viene assicurata da un trattamendo di sterilizzazione effettuato in autoclave alla temperatura di 120 °C per 75 minuti, ma i tempi variano a seconda delle dimensioni della scatoletta.
    Secondo le direttive europee il tempo minimo del trattamento sterilizzante è di 3 minuti alla temperatura di 121,1 °C.
La carne in scatola si conserva anche per quattro o cinque anni.
Secondo Information Resources-Largo Consumo, la carne in scatola è un alimento diffuso nel 50 per cento delle famiglie italiane, che ne acquisterebbero in media 1,6 chilogrammi l'anno, sopratutto nei mesi che vanno da aprile a settembre.
E' consigliabile leggere sull'etichetta la percentuale di grasso contenuta: più è bassa, più la carne è di qualità.
Se si apre una scatoletta di carne e si utilizza solo una parte del contenuto, non si deve conservare in essa il resto, in quanto il metallo potrebbe favorirne l'alterazione una volta a contatto con l'aria.

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