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Il sale da cucina o cloruro di sodio viene utilizzato per conferire sapidità ai
cibi oppure per conservare alcuni generi alimentari. I suoi costituenti, il
sodio ed il cloro, sono elementi molto
importanti per il nostro organismo, tuttavia nella nostra società si tende a consumare
più sale del necessario, con effetti negativi sulla salute.
Alcuni tipi di sale in commercio sono:
Sale di salgemma
Fino oppure grosso, è spesso pubblicizzato con aggettivi tipo «purissimo»: in effetti, il sale
di salgemma è, tra i diversi tipi di sale, quello che contiene una maggiore percentuale di cloruro di sodio,
arrivando a superare il valore di 99.5 per cento.
Il sale di salgemma viene estratto per trivellazione da enormi giacimenti sotterranei dove il
minerale si è depositato quando l'attuale Sicilia era ancora in parte coperta dal mare,
diversi milioni di anni fa.
Sale marino
Questo sale è ottenuto invece nelle saline, per evaporazione dell'acqua di mare.
Il sale marino viene raffinato per eliminarne le impurità, ma spesso questo trattamento
porta anche ad una parziale eliminazione dei sali diversi dal cloruro di sodio. Al sale inoltre
vengono spessi aggiunti sali con effetto anti-igroscopico, che cioè evitano l'assorbimento
di umidità da parte del prodotto, oppure additivi chimici come ferrocianuro
di potassio (E 536) come antiagglomerante.
Sale marino integrale
In questo tipo di sale l'attenzione è rivolta a non disperdere i sali "minori", ma non
per questo poco importanti, presenti nel sale marino. E' lavato con acqua di mare e spesso non
viene arricchito di additivi anti-umidità e quindi può apparire più umido e
grumoso.
In Italia, come in tutti i paesi occidentali, il consumo di sale è più del doppio
della dose indicata come ideale, con conseguenze anche gravi per l'organismo come l'ipertensione arteriosa.
Il sale inoltre è sospettato di favorire l'insorgenza di tumore allo stomaco.
Infatti il paese con il più alto tasso di incidenza di tumore allo stomaco è il
Giappone, dove la tradizione di mangiare pesce salato e vegetali conservati in salamoia porta
ad un consumo medio giornaliero di circa 20 grammi di sale a testa.
Il 70 per cento della produzione totale di sale è assorbito dall'industria conserviera
per la conservazione di carni e verdure e per migliorare i processi di congelamento.
I cibi più arricchiti di sale sono:
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