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allevamento di polli



Negli ultimi decenni si è registrato un notevole incremento dell'industria avicola. Ciò è dovuto a vari fattori, quali:
  • la grande convenienza derivante dalla conversione del mangime in carne di pollo: 2,2 kg di mangime per ottenere 1 kg di carne;
  • la cura ed il controllo delle malattie degli animali;
  • il contributo della genetica.
In Italia vi sono circa 4000 allevamenti razionali (ai quali vanno aggiunti gli innumerevoli allevamenti di tipo familiare), diffusi sopratutto in Veneto, Emilia Romagna e Lombardia. Queste tre regioni rappresentano circa l'80 per cento della produzione nazionale, produzione che è assolutamente autosufficiente e rende pressochè inesistente l’importazione di polli dall’estero.
Nell'Unione Europea, la Francia è il maggior produttore di carne avicola (1.300.000 tonnellate di carne prodotta solo nel 1996), seguita dall'Italia.
Il termine pollo deriva dal latino pullus, ed è il nome generico dato sia al maschio che alla femmina della specie "Gallus gallus".
Il primo giorno di vita i maschi vengono separati dalle femmine. Queste, se destinate alla produzione di uova, saranno allevate in batteria, ossia in una costruzione metallica di 3-5 piani composta da gabbie a doppio fondo sovrapposte, dove il loro movimento sarà ridotto al minimo vitale (appena 450 cm2 lo spazio a loro disposizione). In base ad una direttiva UE recentemente approvata, dal 2012 questo sistema di allevamento sarà proibito.
Il pollo destinato ad essere venduto come carne viene invece allevato a terra (7 polli per ogni metro quadrato) su strati di paglia o truciolato di legno: il movimento favorisce lo sviluppo muscolare e migliora la qualità della carne stessa.
I polli vengono allevati in grandi capannoni dotati di luci accese giorno e notte, allo scopo di stimolare il metabolismo degli animali. In 50 giorni raggiungono il peso di circa 1 Kg, peso considerato ottimale, e dopo l'abbattimento si separano il capo, gli arti e le viscere dal resto del corpo. La frollatura di un pollo appena ucciso, subito svuotato, deve durare da 2 a 4 giorni, a seconda del peso.
Il pollo da carne viene suddiviso in varie categorie, a secondo della sua destinazione alimentare:
  • da griglia, età 60-70 giorni, peso vivo 1-1,3 kg;
  • da fritto, età 90-120 giorni, peso vivo 1,5 kg circa;
  • da arrosto, età oltre 120 giorni.
Un'altra classificazione del pollame da carne si basa sul sesso e sull'età:
  • Pollastro: maschio o femmina dell'età massima di 5 mesi;
  • Galletto: giovane maschio dell'età di circa 6 mesi; i galletti vengono uccisi non appena hanno raggiunto un peso di 350-400 grammi;
  • Adulto: maschio o femmina di oltre un anno di età;
  • Cappone: maschio castrato di 8-9 mesi, del peso di circa 1 kg ma che può arrivare anche a 2,5 Kg;
  • Gallo: maschio adulto di oltre un anno di età;
  • Gallina: femmina adulta di oltre un anno di età; del peso di 1,5-2 kg.
La carne degli animali da cortile è caratterizzata da una bassa concentrazione di mioglobina, e per il suo colore viene chiamata carne bianca. Dal punto di vista qualitativo la carne di pollo ha un elevato valore biologico dovuto all'abbondanza di amminoacidi essenziali, è più facilmente digeribile ed ha un minor contributo di sostanze grasse rispetto alla carne rossa. Tra le vitamine, è abbondante la niacina, mentre le vitamine B1, B2 e B12 sono nelle stesse quantità delle altre carni. Da segnalare un buon contenuto di ferro e di zinco, mentre il colesterolo è presente in quantità pari a quella riscontrabile nelle altre carni.
Negli ultimi anni, si è registrato un vero e proprio boom nell’acquisto degli elaborati e trasformati (spiedini, involtini, hamburger, würstel, cordon bleu, cotolette, polpette o arrosti già pronti, polli ripieni, polpette), che assorbono ormai una quota del 18 per cento del mercato delle carni avicole.
Un pollo di buona qualità, anche d'allevamento, deve avere carne soda ed elastica, non floscia al tatto; le ossa del petto devono essere flessibili solo nella parte inferiore, le altre rigide; la pelle non deve essere umida o appiccicosa e le giunture non rossastre. Occorre fare attenzione all'elasticità delle ossa del petto che deve essere quasi nulla, e agli speroni che devono essere appena accennati.
Il tempo di cottura dipende sia dall'età che dal metodo di allevamento, ma in ogni caso la cottura deve essere completa. Sia per quanto riguarda il pollo intero che per quello a pezzi è possibile controllare il grado di cottura bucando la carne con un ago che deve penetrare senza incontrare resistenze, e dal foro deve uscire qualche goccia di liquido incolore. 

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