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La pizza è un alimento relativamente recente, che ha per base un impasto di acqua,
farina di frumento e lievito.
Per quanto la consuetudine di realizzare impasti sottili di grano
macinato a forma di disco, arrostiti su pietra, si perda nella notte dei tempi, la nascita della pizza al pomodoro come la
intendiamo oggi avvenne nella città di Napoli.
Qui già verso l'anno Mille si parla di un alimento detto picea, ma è però solo nel Settecento che comparve la
pizza col pomodoro. Le prime notizie circa l'esistenza di una vera e propria pizzeria risalgono al 1830: si tratta
della pizzeria Port'Alba, con forno in mattoni refrattari alimentato a legna.
Le varietà di pizza erano molte e diverse: con formaggio grattugiato, basilico e strutto; con aglio, olio, origano e sale;
con pesciolini ecc. La famosa pizza Margherita nacque nel 1889; quell'estate la regina Margherita di Savoia si trovava
presso la reggia di Capodimonte, in visita nel Regno delle Due Sicilie. Desiderosa di assaggiare il piatto tipico della
zona, convocò a corte Raffaele Esposito, il più noto pizzaiolo dell'epoca. Esposito preparò diverse pizze, fra cui una con
mozzarella, pomodoro e basilico, i colori della bandiera, che piacque particolarmente alla regina. Per questa ragione
Esposito in seguito cominciò a vendere questa pizza battezzandola alla Margherita.
Nel 2004 è stata presentata alla Comunità Europea la richiesta di certificazione di
Specialità Tradizionale Garantita STG.
Oggi la pizza ha conquistato i consumatori di tutto il mondo, anche grazie alla sua versatilità; le combinazioni di
ingredienti utilizzati per preparare questa pietanza sono ormai innumerevoli.
Nel linguaggio comune ci si riferisce con il termine «pizza» alla pizza tonda condita con pomodoro e mozzarella.
Molto richiesta è anche la pizza al taglio o pizza in teglia. Si tratta di un tipo di pizza che deve essere tenuta
in mostra ed eventualmente riscaldata, per questo motivo necessita dell'utilizzo di impasti
molto acquosi. A tal fine vengono usate
farine forti e appositi procedimenti di rigenerazione che permettono di aggiungere agli impasti una maggiore percentuale
di acqua, fino al 90%.
L'autentica pizza napoletana va realizzata con un impasto di farina di frumento, acqua e lievito, a cui si aggiungono
pomodori San Marzano, mozzarella di bufala, olio extravergine di oliva, sale marino. La cottura va
effettuata in forno refrattario alimentato a legna (preferibilmente di quercia e ulivo), a una temperatura compresa fra i
420 e i 480 °C. Appare già evidente che le pizze che consumiamo normalmente sono prodotti che rispettano poco questi
parametri: per esempio, spesso viene utilizzato formaggio fuso e i pomodori non sono sempre all'altezza della situazione.
La composizione nutritiva della pizza varia notevolmente a seconda degli ingredienti utilizzati e delle dimensioni; quella
tradizionale dovrebbe pesare poco più di due etti appena sfornata. La pizza comunque contiene in genere una elevata
quantità di sodio (ben 800 mg di sodio per 100 grammi): una pizza da 300 grammi fornisce da
sola l'80% della quantità massima salutistica di sodio che possiamo permetterci nell'arco della giornata. La pizza
tipica da pizzeria ben difficilmente può fare parte di una dieta dimagrante; dal momento che
l'apporto di calorie varia molto, è difficile fare rientrare la pizza in un regime
alimentare rigoroso, a meno di non ricorrere ai prodotti surgelati.
Anche oltreoceano la pizza ha avuto una sua evoluzione fino alla pizza all'americana contraddistinta dalla morbidezza e dal
notevole condimento. Spesso all'impasto vengono aggiunti burro o margarina
e zucchero. La città con il più alto consumo di pizza al mondo è la
città di New York seguita da San Paolo in Brasile con 30 milioni di pizze al mese.
In varie parti del mondo esistono numerose catene di pizzerie; una delle maggiori catene in franchising è pizza Hut,
presente in 86 paesi del mondo.
Composizione e valori nutrizionali per 100 grammi di pizza
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