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Alcuni slogan pubblicitari ci suggeriscono che gli alimenti light sono di aiuto per coloro che
amano mangiare bene e che vogliono rimanere snelli o addirittura dimagrire.
Ma cosa hanno di diverso?
Secondo le normative dell'Unione Europea, con l'espressione «light», ossia leggero, possono essere indicati
quegli alimenti che presentano un contenuto nutritivo ed energetico inferiore di almeno il 30 per cento rispetto a quelli
«normali».
In particolare, i produttori possono scrivere sulla etichetta:
- a basso contenuto calorico se l'alimento non apporta più di 40 calorie ogni
100 grammi di prodotto (oppure 20 calorie per litro nel caso il prodotto sia liquido);
- a basso contenuto di grassi se l'alimento non apporta più di 3 grammi di grassi
ogni 100 grammi di prodotto (oppure 1,5 grammi per litro nel caso il prodotto sia liquido);
- senza grassi se l'alimento non apporta più di 0,5 grammi di grassi ogni 100 grammi di prodotto;
- a basso contenuto di zuccheri se l'alimento non apporta più di 5 grammi di zuccheri
ogni 100 grammi di prodotto (oppure 2,5 grammi per litro nel caso il prodotto sia liquido).
Come vengono prodotti gli alimenti «light»?
I cibi light sono alimenti tradizionali che hanno subìto una variazione nella composizione chimica. Gli
zuccheri vengono sostituiti da dolcificanti privi quasi completamente di calorie. Parte dei
grassi invece vengono sostituiti da amidi o proteine oppure fibre e da
una maggiore percentuale di acqua (più comunemente soluzioni acquose di composti come destrine,
alginati ed alcune gomme naturali).
La legislazione italiana vieta di ricavare prodotti light dai formaggi DOP.
Gli alimenti «light» sono prodotti dietetici?
No. Difatti, un cibo light può essere meno ricco di grassi ma avere un contenuto elevato di zuccheri e
viceversa.
Da un punto di vista psicologico inoltre, ritenendo di introdurre meno calorie e convinti di mangiare cibi che non fanno
ingrassare, molti finiscono per mangiare di più, vanificando di fatto l'eventuale vantaggio calorico ottenuto.
Frodi
Un'inchiesta condotta dal Beuc ha dimostrato che i consumatori tendono a non leggere l'etichetta degli alimenti che
acquistano. Alcuni produttori pubblicizzano i loro prodotti tradizionali aggiungendo la dicitura light senza tuttavia
ridurre il contenuto nutritivo o energetico.
Altri utilizzano un packaging simile a quello utilizzato per i prodotti light per confondere
il consumatore ed indurlo ad acquistare erroneamente.
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