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Dal punto di vista alimentare, molluschi e crostacei vengono abitualmente raggruppati in una
categoria a sè e chiamati nell'insieme frutti di mare.
Molluschi
Fanno parte della famiglia dei molluschi ben 100 mila specie.
I molluschi sono invertebrati (ossia privi di struttura scheletrica) che traggono il loro nome dalla loro consistenza. Essi
possono avere o meno una conchiglia, che può essere interna o esterna.
Le specie caratterizzate dalla presenza di una conchiglia, si dividono in due classi. La prima comprende i molluschi
bivalvi (ad esempio le cozze) che si caratterizzano per il guscio composto da due parti, generalmente simmetriche.
Questi sono organismi filtratori, in quanto filtrano attraverso le branchie enormi quantitativi di acqua da cui
trattengono il nutrimento, per cui se l'acqua da cui provengono è inquinata, probabilmente lo saranno anche i
molluschi. Per questo motivo sarebbe meglio controllare sempre prima dell'acquisto la provenienza.
L'altra classe è quella dei gasteropodi (ad esempio le lumachine di mare), che hanno invece una conchiglia unica, una
specie di lingua rivestita di dentini per raschiare le alghe, e un piede muscoloso piatto che utilizzano per muoversi sul
fondale marino. A differenza dei bivalvi, l'alimentazione dei gasteropodi non è legata alla filtrazione dell'acqua
e sono quindi meno soggetti ad inquinamento batterico e virale.
I molluschi provengono quasi sempre da acquacolture (specificatamente di parla di
molluschicoltura). Il consumo dei bivalvi, ad eccezione delle ostriche, deve avvenire
sempre dopo cottura per neutralizzare eventuali batteri ed altri agenti patogeni che questi
potrebbero aver incamerato nella loro azione di filtraggio.
I molluschi più noti sono:
Calamaretto
Calcinello
Cannolicchio
Capasanta
Cozza o Mitile
Fasolaro
Ostrica
Polpo
Seppia
Tellina
Todaro
Vongola
Sono ricchi di minerali ma hanno un basso tenore di proteine. Inoltre
sono una fonte elevata di colesterolo.
I molluschi sono molto deperibili e facilmente soggetti alla contaminazione batterica e virale; l'infezione che si
può contrarre più facilmente attraverso il consumo di molluschi contaminati o non controllati
è l'epatite di tipo A.
Una tradizione ne consiglia il consumo solo nei mesi che contengono la «erre».
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Acqua (g) |
Proteine (g) |
Lipidi (g) |
Calorie |
| Calamaro |
79 |
12,6 |
1,7 |
69 |
| Capasanta |
80 |
15 |
0,1 |
80 |
| Cozza |
83 |
8,4 |
2 |
58 |
| Ostrica |
86 |
10,8 |
0,9 |
51 |
| Polpo |
81 |
10,6 |
1 |
57 |
| Seppia |
79 |
14 |
1,4 |
72 |
| Totano |
85 |
12 |
1,7 |
69 |
| Vongola |
79 |
10,2 |
2,5 |
73 |
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I frutti di mare provocano più allergie di tutti gli altri tipi di pesce o di carne e,
negli individui predisposti, possono scatenare reazioni diverse.
Chi soffre di gotta deve rinunciare a mangiarne in grandi quantità perchè solitamente contengono purine,
sostanze che possono far aumentare la quantità di acido urico nel sangue ed aggravare la malattia.
Un dossier presentato da Legambiente e Uniprom, il consorzio che
riunisce tutte le Associazioni di categoria dei pescatori (Agci Pesca, Federcopesca,
Federpesca, Lega Pesca, Unci Pesca, Api) ha evidenziato come nel primo semestre del 2000
sono state importate in Italia più di 405mila tonnellate di pesce, provenienti per oltre
il 56 per cento da paesi dell’Unione europea (Spagna, Danimarca, Olanda, Francia, Grecia,
Regno Unito e Germania) e per il restante 44 per cento (più di 177mila tonnellate) da altri
paesi fra cui Argentina, Marocco, Thailandia e Colombia.
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