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Che cos'è l'inulina?
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Sommario del capitolo

Dieta
Classificazione degli alimenti
Calorie
Lipidi
Glucidi
Proteine
Sali minerali
Vitamine
Fibre alimentari
Radicali liberi
Dalla raccolta al piatto



Integratore inulina

L'inulina è una fibra solubile, presente naturalmente in numerosi alimenti tra cui carciofi, cipolle, banane ed aglio. Appartiene alla classe dei prebiotici, componenti alimentari non digeribili che stimolano la proliferazione di numerosi batteri del colon.
Si tratta di un polisaccaride salutisticamente molto gettonato a causa di una serie di recenti ricerche che ne hanno decantato numerose proprietà benefiche. Fra le proprietà che le vengono attribuite c'è quella di facilitare la digestione e di ridurre la formazione di gas intestinali: l'assunzione di inulina infatti aumenterebbe in modo spiccato nel tratto intestinale la presenza di Bifidobatteri e Lattobacilli (fermenti lattici importantissimi per una corretta digestione e per la salute del Colon) e comporterebbe una diminuzione del numero dei batteri ritenuti nocivi.
Per questo motivo molti prodotti a base di fermenti lattici, compresi i prodotti probiotici, contengono anche inulina, utilizzata per migliorare la sopravvivenza dei fermenti lattici stessi e fornire un substrato ben specifico alla flora batterica intestinale.
L'inulina quindi favorirebbe il riequilibrio della flora intestinale, potenziandone l'attività e migliorando il metabolismo. Per i suoi effetti regolarizzanti sarebbe consigliata in caso di stipsi e diarrea.
Altri risultati di alcuni studi sugli animali e nell'uomo indicherebbero che l'inulina riduce il colesterolo e i trigliceridi.
La sua dose giornaliera raccomandata va da 4 grammi a 8 grammi.



Industrialmente, l'inulina viene di solito estratta dalla radice della Cicoria (Cichorium intybus) oppure ottenuta tramite processi di sintesi, e si presenta come una polvere di colore bianco-giallastro.
Secondo l'ipotesi di una ricerca della dottoressa Joanne Slavin pubblicata sul «Journal of the American Dietetic Association (JAMA)»: invece Il consumo di grandi quantità di cibi industriali e la presenza di disturbi gastrointestinali potrebbero essere collegati dal fatto che negli ultimi anni l'industria alimentare utilizza sempre di più l'inulina come additivo addensante nella preparazione dei prodotti alimentari industriali.
Secondo i risultati di questo studio, questi sarebbero i limiti di tollerabilità: 10 grammi di inulina o 5 di oligofruttosio al giorno. Oltre questa soglia, i disturbi gastrointestinali diventano probabili.
Tuttavia, restare nei limiti non è sempre facile: come detto, l'inulina viene utilizzata nella produzione di numerosi alimenti, dalle barrette al cioccolato alle bevande, perchè il suo impiego oltre a consentire un'ampia combinazione di vantaggi tecnologici e nutrizionali, permette di migliorare l'aspetto e la consistenza di un vasto gruppo di categorie di prodotti.
Purtroppo la sua presenza viene indicata nell'etichetta dei preparati alimentari in svariati modi:
  • inulina;
  • estratto di radice di cicoria;
  • oligosaccaridi;
  • oligofruttosio.
E' quindi molto facile ritrovarsi a superare le dosi senza neanche immaginarlo.








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