Chiamata anche gomma acacia, gomma della Turchia, gomma dell'India, e in tanti altri modi
descrittivi e coloriti secondo la tradizione locale, la gomma arabica è la
più antica delle gomme naturali conosciute. Tra le applicazioni più
tradizionali, la gomma arabica veniva usata come legante in cosmetica, per inchiostri e per
pigmenti, come adesivo nella pittura e come agente nel processo di mummificazione.
Proviene dalla famiglia delle «leguminose» e si ricava dall'essudato gommoso dell' "Acacia
Senegal", pianta che cresce rigogliosa in Sudan, dove attorno alle città costituisce una
preziosa barriera contro il processo di desertificazione. Raccolta in perle biancastre e
insapori, viene macinata nei luoghi di utilizzo e purificata tramite dissoluzione in acqua.
Si presenta come una polvere finissima, composta da un materiale fibroso, contenente sali di
calcio, magnesio e potassio. Ma a parte i minerali, essa è quasi del tutto priva
di valore nutrizionale.
La gomma arabica (E 414) è stata studiata estensivamente dal punto di vista tossicologico
ed è considerata assolutamente sicura, tanto da essere 'insignita' dello
status di "GRAS", con il quale la prestigiosa Food and Drug Administration statunitense ne ha
certificato l'assoluta innocuità.
Viene utilizzata dall'industria alimentare come addensante in numerose preparazioni, tra cui:
La dose giornaliera ammessa è «senza limiti».
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