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Le fragole
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varietà di fragole

Originarie delle zone alpine europee dove crescono spontaneamente, con il nome «fragola» vengono indicate diverse piante del genere Fragaria, appartenente alla famiglia delle Rosaceae.
Con questo nome si intende comunemente la parte edule della pianta. Tuttavia, le fragole sono considerate dei frutti dal punto di vista nutrizionale, anche se non lo sono dal punto di vista botanico perchè i frutti veri e propri sono gli acheni, i semini che ne punteggiano la superficie.
La fragola viene considerata come un falso frutto perché altro non è che il ricettacolo ingrossato di un'infiorescenza. La pianta, al di fuori del sistema riproduttivo, ha sistemi di moltiplicazione non sessuale, come lo stolone, una ramificazione radicante laterale per mezzo della quale produce nuovi cespi che sono di fatto cloni dello stesso individuo vegetale.
In origine esistevano solo fragole di bosco da cui, tramite incroci e selezioni, sono state ottenute le varietà che si consumano oggi e che si coltivano anche in pianura. Benchè la fragola fosse conosciuta sin dagli antichi Romani, si deve attendere il '700 per trovarla negli orti e nei giardini.
La fragola moderna nasce ufficialmente in Francia nel 1766, come incrocio tra due varietà selvatiche americane: la Fragaria Virginiana degli Stati Uniti orientali e la Fragaria Chiloensis della costa del Pacifico.
Le fragole oggi comunemente coltivate sono ibridi derivati dall'incrocio tra varietà europee e varietà americane, e si suddividono in rifiorenti e non. Le prime hanno un frutto piccolo e rifioriscono più volte consentendo una raccolta continua da giugno a ottobre. Le seconde sono specie selezionate che danno frutti più grossi e un'unica produzione all'anno.
Ad aprire la stagione sono le fragole prodotte in serra oppure quelle d'importazione, provenienti dalla Spagna, dall'Egitto e dal Marocco, che spesso sono di grosse dimensioni. Di seguito viene commercializzata la produzione nazionale.
Attualmente (dati 2009) la produzione mondiale di fragole è di circa 2,5 milioni di tonnellate; l'Italia, con 130.000 tonnellate, è uno dei principali produttori.
Esistono molte varietà di fragole, dovute a incroci e selezioni recenti. Le cultivar più commercializzate in Italia sono:
  • Camarosa, coltivata in Spagna, Basilicata, Campania e Calabria. Si riconosce dalla dimensione medio-grande, dal profumo spiccato, dal gusto dolce e intenso. Generalmente sono le prime ad arrivare sul mercato;



  • Candonga, coltivata nelle stesse zone di produzione della Camarosa, è caratterizzata da un equilibrato rapporto tra sapore dolce e acido, e per l'aroma intenso;



  • Darselect, di origine francese ma molto diffusa in Veneto, sopratutto nel veronese. Presenta un colore rosso intenso, una forma conica allungata, un sapore spiccatamente dolce e una polpa lucida e consistente;



  • Elsanta, di forma tondeggiante leggermente a cuore, presenta un colore rosso brillante. Coltivata sopratutto in Trentino, è una fragola di media pezzatura, con polpa soda e succosa, dolce e dall'aroma delicato.
Spesso le fragoline di bosco, una varietà molto pregiata, non sono realmente frutti di bosco, ma fragole coltivate in serra. In ogni caso non ci sono differenze nutritive fra fragoline di bosco e fragole.
Il potere delle fragole di assorbire i radicali liberi è talmente elevato che compaiono, assieme a mirtilli e spinaci, in cima alla classifica degli alimenti antiossidanti stilata dal Dipartimento dell'agricoltura Statunitense USDA.
Facilmente deperibili, le fragole possono provocare fenomeni di allergia e pruriti, sopratutto se consumate non del tutto mature.


Le fragole devono sempre essere lavate accuratamente prima del consumo (senza togliere il picciolo): poichè crescono a contatto con il terreno possono trattenere microrganismi, antiparassitari o residui di altre sostanze pericolose per l'uomo utilizzate nelle pratiche colturali dalla moderna tecnologia agricola.
Le norme di qualità previste per la commercializzazione di frutta e verdura sono basate su parametri prevalentemente di aspetto, consistenza, organolettici e igienico-sanitari. Non sono previste analisi sulla variazione del contenuto in nutrienti.



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