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Che cos'è il formaggio Grana?
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caseificio formaggio grana

Il Grana è un formaggio stagionato a pasta dura, granulosa e di colore giallo paglierino. Si tratta di un formaggio tipico italiano, in particolare della Pianura Padana lombardo-emiliana e commercializzato in tutto il mondo, ottenuto dalla caseificazione del latte bovino parzialmente scremato.
Il grana sembra essere stato introdotto dai Monaci delle Abbazie Cistercensi e Benedettine della Pianura Padana. I primi documenti conosciuti in cui è citato il formaggio parmesan, ossia il grana, risalgono alla metà del Trecento. Nel 1344 il parmesan è citato tra i prodotti consumati presso la mensa dei Priori di Firenze, e nel 1348 Giovanni Boccaccio ne parla nel Decameron; tuttavia sembra molto probabile che le prime forme di grana siano state prodotte già a partire dal 1200.
Nei secoli successivi la zona di produzione si allarga e nel Cinquecento il grana raggiunge i mercati europei ed il Medio Oriente non solo per sue qualità, ma sopratutto per l'inalterabilità del formaggio durante i trasporti e nelle condizioni più svariate, dando quindi garanzia di una prolungata conservabilità.


Oggi ogni forma di formaggio grana deve obbligatoriamente avere un peso variabile compreso tra un minimo di 24 chilogrammi e un massimo di 40 chilogrammi. Per produrre un chilo di formaggio grana sono necessari ben 16 litri di latte.
Alla categoria dei grana appartengono due formaggi, il Grana Padano e il Parmigiano Reggiano. Si tratta di due formaggi Denominazione di Origine Protetta (DOP) prodotti in ben delimitate aree geografiche con il rispetto di specifici e severi disciplinari di produzione, e commercializzati con marchi che rappresentano una garanzia del rispetto dei rigidi standard qualitativi imposti.
La principale differenza che sussiste tra il Parmigiano Reggiano e il Grana padano (o Grana Padano tipo Trentino) riguarda l'alimentazione delle mucche: nel disciplinare di produzione del Parmigiano Reggiano è vietato l'uso degli insilati. Questo alimento può inquinare il latte con le spore del Clostridium tyrobutyricum, predisponendo il formaggio, in fase di stagionatura, all'insorgenza del gonfiore tardivo del grana, una delle alterazioni più gravi a carico di questo prodotto. L'utilizzo di insilati richiederebbe però l'aggiunta al formaggio di un conservante naturale, il lysozyme (E1105), come avviene nella produzione del Grana Padano, presenza invece non prevista dal disciplinare di produzione del Parmigiano Reggiano.


Il grana presenta notevoli qualità, a partire dalla digeribilità e dalla veloce assimilazione da parte dell’organismo che ne fa energia pronta da usare: proprietà dovute alla stagionatura del formaggio mai inferiore ai 12 mesi. Gli amminoacidi liberi rappresentano il 20 per cento delle proteine presenti, favoriscono l’azione degli enzimi durante la digestione.


La conservazione del formaggio grana
Se tenuto in frigorifero troppo a lungo il grana può perdere le sue caratteristiche e diventare friabile e farinoso. E' consigliabile inoltre grattugiare il grana solo al momento dell'utilizzo, per mantenerne intatta la sua fragranza ed il suo sapore. Ovviamente il grana più adatto a essere grattugiato è quello ben stagionato, che non tende a scomporsi a contatto con pietanze calde. Il formaggio grana poco stagionato e pastoso è invece ideale per il consumo a tavola oppure per accompagnare aperitivi.


Nonostante il grana fornisca molte calorie, si tratta di un formaggio che a livello di sazietà risulta difficile mangiarne più di 50-60 grammi. In proporzione fornisce quindi meno calorie di un formaggio a pasta molle, dove per potersi saziare occorre mangiarne almeno 150 grammi.






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