L'industria farmaceutica controlla la ricerca medica, ed ha come dipendenti intere professioni legate direttamente
o indirettamente alla salute.
Secondo alcuni, nonostante le apparenze, le multinazionali farmaceutiche sarebbero
più interessate a mantenere in vita le malattie piuttosto che a debellarle definitamente. Limitando l'azione
dei medicinali alla sola scomparsa dei sintomi infatti, è possibile espandere il mercato dei farmaci, mentre
l'eliminazione delle malattie, anche le più comuni, decreterebbe la fine di un business mondiale dalle proporzioni
enormi.
Le più importanti cure delle malattie infettive ad esempio, nonchè la penicillina ed altri antibiotici, sono
state scoperte in università finanziate dallo Stato. Però sono state poi le compagnie farmaceutiche ad aver
immediatamente utilizzato queste scoperte per il proprio profitto, mettendo in commercio medicinali creati di fatto
con fondi pubblici.
Negli ultimi 25 anni, i profitti delle aziende farmaceutiche sono stati mediamente del 500 per cento superiori alla media
di tutti i rami dell'industria. In altre parole, il business delle malattie risulta essere il più redditizio
al mondo.
Perchè più pazienti ci sono, più spesso sono malati, più a lungo sono malati, più alto
è il giro di affari.
Chi sono gli attori di questo mercato mondiale? Industrie farmaceutiche, scienziati, ricercatori, medici, enti sanitari,
agenzie regolatorie ed opinion leader, i quali utilizzano come strumento di persuasione massmedia, informatori farmaceutici,
campagne promozionali, convegni e riviste scientifiche. Tutto in modo da rendere l'opinione pubblica dipendente da un gioco
di timori e suggestioni, al solo fine di incentivare il consumo di farmaci.
A questo scopo l'industria farmaceutica ha via via sostituito terapie e rimedi naturali, efficaci ma non
brevettabili, e quindi economicamente non convenienti.
Qual'è il processo di produzione di un farmaco?
Ecco come le fabbriche di medicinali arrivano alla produzione ed alla commercializzazione di un farmaco: innanzitutto
ogni farmaco deve superare varie fasi di studio e di sperimentazione prima di poter essere immesso nel mercato
e venduto e somministrato ai malati.
Un lasso di tempo che in media sarebbe pari a 15 anni. Ma ultimamente le multinazionali del farmaco riescono ad aggirare
il problema di fasi di studio e controllo troppo rigide ricorrendo al reclutamento di cavie umane volontarie.
Negli USA una prova clinica su un paziente costa in media 10.000 dollari, in Russia 3.000, ma nei Paesi più poveri
del mondo si trovano cavie davvero a buon mercato e persino legislazioni locali meno restrittive.
Il valore vero della sperimentazione non è tanto l'efficacia effettiva del prodotto, ma l'arrivare a brevettare
un medicinale per primi, per cui la rapidità di realizzazione di un farmaco risulta essere di primaria
importanza se si vogliono sfruttare i diritti e fare lauti guadagni.
Solitamente le aziende farmaceutiche investono solo nei farmaci che prospettano i maggiori guadagni e progettano nei
minimi dettagli un lancio mediatico ad hoc. Ad esempio, viene lasciata trapelare sui giornali la notizia di un nuovo
miracoloso prodotto in arrivo, a cui seguirà una campagna pubblicitaria fortemente
persuasiva su vasta scala, attraverso tutti i media.
Lo strapotere delle case farmaceutiche vincola ambiente medico e scientifico, uomini di stato, oltre a medici pagati dalle
multinazionali per prescrivere determinati farmaci.
Piccola nota: nessun test è in grado di stabilire con esattezza gli effetti collaterali e clinici di un medicinale
nell'arco dei 5-6 anni della sua sperimentazione. Difatti, negli Stati Uniti i danni collaterali da farmaci sono la
quarta causa principale di morte da infarto, cancro e colpo apoplettico.
Gli interessi economici in ballo sono talmente elevati che, secondo alcuni, l'industria farmaceutica per espandere i
propri mercati tenderebbe addirittura a fare ricerche per trovare nuove malattie da poter curare con i
propri prodotti. Perchè la produzione di medicine deve essere mantenuta alta, le farmacie vendere, i medici
prescrivere e fare carriera, i chirurghi tagliare e gli psichiatri sedare. E poichè dopo 20 anni il brevetto
sparisce, le aziende hanno tutto l'interesse nel creare a ciclo continuo sempre nuovi miracolosi prodotti che curano ma
che non risolvono mai del tutto le malattie.
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