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Eccipienti nei farmaci: cosa sono e a cosa servono
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Tutti i farmaci sono costituiti da principi attivi e da vari eccipienti. Il principio attivo è il componente del farmaco che cura la malattia, gli eccipienti invece sono sostanze che non hanno alcun potere curativo, ma che sono addizionati al farmaco per vari motivi:
  • garantire la stabilità e la conservazione: per proteggere il principio attivo dagli agenti esterni che potrebbero danneggiarlo (il caldo, il freddo, l’umidità o altre sostanze chimiche) e per allungare il periodo di validità, l'industria farmaceutica utilizza additivi antiossidanti, additivi conservanti oppure film esterni ad esempio per il rivestimento delle compresse;
  • consentirne l'assunzione: si utilizzano additivi stabilizzanti per dare volume, forma e consistenza al prodotto, come ad esempio: talco, amido di mais, maltodestrine (usate, queste ultime, per evitare la cristallizzazione degli sciroppi).
    Se il farmaco contenesse soltanto il principio attivo, spesso avrebbe dimensioni talmente microscopiche da non poter essere maneggiato; oppure sarebbe costituito da una polvere che non sta insieme (quindi viene legata con della gelatina);
  • consentire al principio attivo di arrivare nella sede di azione: per esempio un eccipiente rende il farmaco adatto ad essere inalato, o impedisce che sia assorbito nello stomaco se deve arrivare all’intestino, o ne consente la penetrazione attraverso la pelle oppure ancora facilita l’assorbimento del principio attivo dei farmaci nell’organismo, ad esempio aiutandolo a sciogliersi;
  • evitare la sedimentazione del principio attivo sul fondo dei contenitori: a questo scopo si utilizzano additivi addensanti che impediscono ai vari componenti di separarsi e di formare grumi non disperdibili;
  • renderli più gradevoli: sia dal punto di vista del sapore (per questo scopo l'industria farmaceutica utilizza additivi dolcificanti e vari additivi aromatizzanti), sia dal punto di vista dell'aspetto e per questo motivo vengono impiegati i coloranti. Quest'ultimi presenterebbero un certo effetto placebo: il blu darebbe i migliori risultati contro l'ansia e l'insufficienza cardiaca, il giallo offrirebbe i migliori risultati per la depressione, ed insieme al blu sarebbe consigliabile per i farmaci antspastici. Il verde ed il giallo invece sarebbero scongliabili per i farmaci epatoprotettori;
  • permettere alle macchine di produzione di avere una migliore efficienza e produttività con un conseguente risparmio economico, energetico e di risorse ambientali. Per questo si utilizzano eccipienti come antiagglomeranti, stabilizzanti ed emulsionanti.
Di norma le caratteristiche, le indicazioni, le controindicazioni, gli effetti collaterali e le avvertenze sono riportate nel foglietto illustrativo, mentre all’esterno della scatola del farmaco è ben visibile la composizione, il principio attivo e gli eccipienti. L'agenzia europea per i medicinali EMA (European Medicines Agency) ha pubblicato una lista di eccipienti e le frasi da riportate nel foglietto illustrativo allegato alla confezione.
Nonostante gli eccipienti non abbiano alcun potere curativo, possono comunque causa l'insorgere di alcuni problemi per la salute come:
  • reazioni allergiche: queste possono essere provocate da sostanze come conservanti, coloranti, proteine delle uova usate nei vaccini, olii vegetali, cera d’api, ecc.
  • intolleranze: in particolare il lattosio, lo zucchero per i diabetici, il glutine per chi soffre di celiachia, l’aspartame per chi soffre di fenilchetonuria;
  • interazioni farmacologiche: può accadere che un eccipiente interferisca con l’assorbimento di un altro farmaco. Particolarmente sensibili a questo problema sono i bambini.
Gli eccipienti sono contenuti in farmaci, farmaci da banco, parafarmaci, integratori e prodotti erboristici.
Per comprendere meglio come gli eccipienti non siano del tutto innocui, occorre prendere in considerazione i medicinali generici e i farmaci «brevettati». Mentre c'è chi è pienamente convinto che i farmaci generici siano efficaci quanto quelli di marca (contengono la stessa quantità di principio attivo), c'è chi invece puntualizza che i due prodotti farmaceutici differiscono negli eccipienti e che questo li rende diversi. L'eccipiente infatti influisce sull'efficacia e quindi sulla sua bioequivalenza, e per avere la stessa risposta terapeutica è fondamentale che il principio attivo venga assorbito nella medesima quantità alla medesima velocità. Del farmaco di riferimento è nota la composizione qualitativa ma non quella quantitativa: il risultato terapeutico, in assenza di una bioequivalenza dimostrata, può quindi essere diverso. Alcuni medici lamenterebbero una diversa efficacia e tollerabilità dei farmaci generici rispetto a quelli di marca, e allo stesso tempo gli equivalenti non sarebbero sempre ugualmente efficaci tra loro.


Nel 2007 Food Commission, un'associazione di consumatori britannica, esaminando 41 farmaci destinati ai bambini al di sotto dei 3 anni di età aveva riscontrato che ben 40 di questi contenevano additivi (conservanti, coloranti, e dolcificanti) potenzialmente pericolosi per la salute dei bambini. Gran parte degli additivi identificati nei prodotti farmaceutici analizzati, erano vietati negli alimenti e nelle bevande destinate ai bambini di età inferiore ai 3 anni. L'associazione inglese delle case farmaceutiche si difese sostenendo che queste sostanze erano necessarie per aiutare i bambini ad assumere le medicine, le quali, contrariamente agli alimenti, vengono assunte solo per un limitato periodo di tempo.





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