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Nel linguaggio nutrizionale con il termine dieta (o regime alimentare) si intende l'insieme dei
pasti quotidiani preparati con gli alimenti che si trovano sul mercato.
Nel lessico comune invece il termine dieta sembra aver assunto l'unico significato di
dieta dimagrante, intesa come privazione più o meno prolungata di cibo o di certi
cibi. Questa è però la dietoterapia, ossia il trattamento di una malattia con un regime alimentare ben
definito, che molto spesso si discosta parecchio dalle abitudini alimentari del paziente.
Il termine dieta sta anche ad indicare modi diversi di porsi nei confronti del cibo. Occorre dire che la dieta
ideale, perfetta e sopratutto standard, valida per tutte le situazioni e per tutte le
persone non esiste. Esistono invece diete non corrette, come la cosidetta «dieta occidentale»,
termine che si riferisce alla dieta tipica dei paesi occidentali e in senso generale agli alimenti prodotti
industrialmente.
Cos'è la dieta occidentale?
La dieta occidentale consiste in un elevato apporto di carboidrati raffinati, di grassi saturi, di alimenti lavorati, di
colesterolo e in un ridotto apporto di fibra.
Negli Stati Uniti, in un solo anno un americano medio consuma più di 45 chili di zucchero
raffinato, 23 chili di grassi e oli, 300 lattine di bibite, 200 tavolette di gomma da masticare,
9 chili di dolci e di caramelle, 2 chili e mezzo di patatine fritte, 3 chili e mezzo di popcorn,
riccioli di mais e ciambelline salate, 63 dozzine di ciambelle dolci, 23 chili di dolci e
biscotti, e 95 litri di gelato. Il tutto si traduce in un consumo annuale da parte della
popolazione totale di miliardi di litri di bevande gassate e in altre cifre stupefacenti di
fuoripasto.
Se tuttavia si considera che negli Stati Uniti l'industria alimentare spende ogni anno oltre
quattro miliardi di dollari in pubblicità, queste cifre non sorprendono affatto.
Questa è la successione di eventi formulata da Burkitt basandosi su approfonditi studi
che prendevano in esame l'incidenza delle malattie in varie popolazioni (dati epidemiologici)
e sull'osservanza diretta delle culture primitive:
- Primo stadio. La dieta originaria delle popolazioni che si nutrono di vegetali contiene
grandi quantità di alimenti base ricchi di amido non lavorati; ci sono pochi esempi
delle malattie menzionate qui di seguito.
- Secondo stadio. Con l'instaurarsi della dieta occidentale, nelle categorie privilegiate
si manifestano comunemente obesità e diabete.
- Terzo stadio. Con una moderata occidentalizzazione della dieta, si manifestano
diffusamente: stitichezza, emorroidi, vene varicose e appendicite.
- Quarto stadio. Con la completa occidentalizzazione della dieta, assumono rilevanza la
diverticolite, l'ernia dello iato esofageo ed il cancro.
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