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Palma da datteri

La palma da dattero è coltivata da più di 4000 anni nella regione della Mesopotamia tra il Tigri e l'Eufrate. Solo nel Medio Evo ha inizio la sua diffusione in Europa, con gli arabi che la portarono nelle regioni calde del sud e dell'est della penisola iberica e in seguito con i conquistatori spagnoli raggiunse l'America.
La pianta è una palma che può raggiungere anche i 20 metri d'altezza. Produce frutti oblunghi di colore scuro che crescono su fitti grappoli che possono arrivare a pesare fino a 15 kg. Ogni albero produce fino a 270 chili di datteri l'anno.
Nei paesi medio-orientali questa pianta è ancora oggi quasi venerata dalle popolazioni indigene per i suoi molteplici impieghi: i frutti nutrono i popoli nomadi durante le traversate nel deserto, le sue foglie sono utilizzate per costruire capanne, panieri, cordami, cappelli e stuoie, mentre da essa si ricava, sottoponendo la sua linfa a fermentazione, il «vino di palma».
I datteri sono disponibili tutto l'anno. I 3/4 della produzione mondiale è situata in Medio Oriente, ma vengono anche coltivati in Nord Africa (soprattutto in Tunisia) e in California. Le varietà più coltivate sono Majhool, Deklet noor, Ameri, Deri, Halawi e Zahidi, Berhi and Hiann.
In Italia i datteri più diffusi sono quelli secchi della grande distribuzione, di provenienza tunisina. Si tratta di datteri di bassa qualità: piccoli come calibro e poco dolci, sebbene siano addizionati con sciroppo di glucosio. Sono confezionati nella classica confezione di plastica, attaccati a un finto ramo di plastica.
I migliori sono senza dubbio quelli di Israele, molto grossi, scuri, morbidi e dolcissimi.
I datteri freschi (di solito delle varietà Berhi e Hiann) sono da preferire a quelli secchi, sia per il maggior contenuto di vitamine, sia per l'assenza della glassa di glucosio utilizzata per la conservazione.
La raccolta dei datteri avviene solitamente nei mesi di agosto e settembre. La maggior parte viene fatta seccare al sole in modo da aumentare la concentrazione di zuccheri e renderli quindi più dolci e sopratutto per prolungarne la conservazione.
I datteri sono uno dei frutti più ricchi di glucidi, tanto che possono arrivare a contenerne fino al 70 per cento. 100 grammi di datteri forniscono ben 275 calorie: per questo motivo sono i protagonisti di tutte le diete energetiche, per il loro effetto rinvigorente e tonificante, per qualsiasi età in caso d'affaticamento e debilitazione fisica, e molto utili agli adolescenti, alle donne in gravidanza e in allattamento, agli anziani non diabetici per contrastare la decalcificazione ossea.
Al contrario, i datteri forniscono pochissime proteine, per cui sono adatti nelle diete ipoproteiche dove è necessario ridurne l'assunzione come nei casi d'insufficienza renale.
I frutti sono fra i più ricchi di minerali: grandi fornitori di potassio, ferro, magnesio, fosforo e calcio oltre a rame, zinco e manganese. Contengono inoltre le vitamine del gruppo B, soprattutto vitamina B1, vitamina B2 e vitamina B6.
Secondo la tradizione i datteri possono avere un effetto terapeutico per l'infiammazione delle vie respiratorie: basta cuocerne in 1/2 litro di latte 100 grammi per alcuni minuti e aggiungere un cucchiaio di miele.
Il succo, detto anche miele di dattero, può sostituire burro e zucchero in cucina: si ottiene frullando i datteri fino a ottenere una crema (aggiungendo poca acqua) da conservare in frigorifero.
La polvere dei noccioli è invece utilizzata in fitoterapia.


Le norme di qualità previste per la commercializzazione di frutta e verdura sono basate su parametri prevalentemente di aspetto, consistenza, organolettici e igienico-sanitari. Non sono previste analisi sulla variazione del contenuto in nutrienti.



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