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Metodi di conservazione a basse temperature


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Refrigerazione
La conservazione avviene o in cella frigorifera, o per immersione nel ghiaccio, oppure in salamoia, una soluzione ad elevata concentrazione di sale.
La refrigerazione si applica alla carne e al pesce, e ne lascia praticamente intatto il valore nutritivo.
La refrigerazione non blocca ma rallenta lo sviluppo dei microrganismi, pertanto la conservabilità dei prodotti refrigerati è limitata.



Congelazione
Consiste nel portare gli alimenti a temperature basse (-5, -12 °C) o molto basse (-30, -40 °C) per un periodo di tempo variabile in relazione al prodotto. Questa tecnica si applica generalmente alle carni, di cui consente la conservazione nel freezer a -18 °C per qualche mese.
Gli alimenti scongelati si alterano molto più facilmente di quelli freschi in quanto a seguito del congelamento perdono la naturale restistenza alle aggressioni microbiche.



Surgelazione
Questa tecnica di conservazione è sostanzialmente una forma di congelazione ultrarapida che si effettua portando in pochi minuti la temperatura del prodotto a -30, -40 °C. Il contenuto idrico dei tessuti vegetali e animali forma microcristalli di ghiaccio che non ledono le pareti cellulari; dopo lo scongelamento quindi, il prodotto ha effettivamente tutte le caratteristiche di quello fresco.
Solitamente inoltre, passano solo poche ore dal momento in cui il prodotto viene raccolto, pescato e preparato, a quello in cui viene surgelato.
Per «prodotto surgelato» si intende un prodotto avente tre caratteristiche fondamentali:
  • è stato posto a congelazione rapida al momento della preparazione ed è pronto per il consumo, ossia non necessita di ulteriori lavorazioni per essere consumato;
  • è stato conservato per tutto il tempo, dalla produzione fino alla consegna al consumatore, ad una temperatura non superiore a -18 °C (catena del freddo);
  • viene venduto nella confezione originale in cui si trovava al momento della produzione.
Gli ortaggi e alcuni tipi di frutta vengono scottati in acqua o al vapore prima di essere surgelati.


Link Utili:


www.istitutosurgelati.org





Valore nutritivo degli alimenti congelati e surgelati


In questo tipo di alimenti è consentito l'uso di additivi, ad esclusione dei conservanti. Queste le modifiche che si riscontrano a carico dei nutrienti:

Le proteine subiscono la denaturazione, che non comporta comunque variazioni del valore nutritivo essendo questo in relazione agli amminoacidi presenti. Il prodotto diviene più digeribile (la digeribilità aumenta del 10-40 per cento nel primo anno di conservazione e successivamente tende a diminuire).

I grassi possono andare facilmente incontro a idrolisi e ossidazioni, fenomeni che, oltre che ad incidere negativamente sui caratteri organolettici del prodotto, ne diminuiscono il valore nutritivo, sopratutto a spese degli acidi grassi essenziali, i cui composti, costituiti da perossidi, idroperossidi e radicali liberi, possono reagire con le proteine dando origine a sostanze dannose.

I sali minerali e le vitamine idrosolubili vengono in parte persi durante la scottatura preliminare.


Contenuto di vitamina C (fatto 100 il contenuto di vitamina C presente nel prodotto appena colto) secondo i dati forniti dall'Istituto italiano alimenti surgelati:


Prodotto surgelato Prodotto fresco dopo 24 ore Prodotto in scatola
Asparagi 88% 60% 45%
Fagiolini 53% 40% 21%
Piselli 71% 50% 30%
Spinaci 69% 40% 28%


Contenuto in calcio, fosforo e ferro di alcuni prodotti alimentari freschi, surgelati e inscatolati (mg/100 g di prodotto).

Calcio Fosforo Ferro
Fagiolini freschi
Fagiolini surgelati
Fagiolini inscatolati
65
42
34
44
33
21
1,1
0,8
1,2
Spinaci freschi
Spinaci surgelati
Spinaci inscatolati
93
20
19
51
90
58
3,1
2
1,5
Pesche fresche
Pesche surgelate
Pesche inscatolate
9
3,7
4
22
13
12
0,5
0,5
0,3



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