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Gli additivi alimentari

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Acido sorbico (E 200) ed i suoi sali (E 202 - E 203)

Questi additivi antimicrobici vengono addizionati a:
Sono i conservanti antimicrobici più utilizzati per l'assoluta innocuità in quanto vengono metabolizzati dall'organismo come un qualsiasi acido grasso.
E' importante però che l'acido sorbico sia addizionato a prodotti igienicamente ineccepibili perchè altrimenti può essere metabolizzato dagli stessi microrganismi risultando così inefficace.



Acido benzoico (E 210) ed i suoi sali (E 211 - E 212 - E 213)

Sono conservanti antimuffa utilizzati da soli o assieme all'acido sorbico e ai PHB in un numero limitato di alimenti tra cui: Nei due ultimi alimenti questi conservanti possono sostituire la pastorizzazione, che rappresenta un metodo di conservazione economicamente più caro.
L'acido benzoico si estrae da alcune bacche commestibili, da prugne e mirtilli, ma viene anche prodotto in laboratorio per sintesi.
L'acido benzoico viene considerato innocuo alle dosi di impiego in quanto viene eliminato completamente con le urine. Tuttavia può essere responsabile di reazioni allergiche e irritazione gastrica; ha una DGA di 5 mg/kg.



Esteri dell'acido p-Idrossibenzoico (E 214 - E215 - E 216 - E 217 E 218 - E 219)

Vengono indicati con la sigla PHB e sono utilizzati da soli o assieme all'acido sorbico e all'acido benzoico. Sono addizionati a:
  • paté
  • rivestimenti di gelatina dei prodotti a base di carne
  • spuntini a base di cereali e patate
  • frutta a guscio ricoperta
  • integratori alimentari dietetici liquidi
Gli esteri dell'acido p-Idrossibenzoico sono additivi considerati sicuri, anche se possono essere responsabili di reazioni allergiche.



Anidride solforosa (E 220) ed i suoi derivati (E 221 - E 222 - E 223 - E 224 - E 226 - E 227 - E 228)

L'anidride solforosa viene utilizzata, fin dai tempi antichi, per il trattamento dell'uva e dei mosti. Ha odore caratteristico ed irritante, e viene addizionata a numerosi prodotti alimentari tra cui:

L'anidride solforosa ha funzione antimicrobica in quanto agisce contro muffe e batteri, mentre ha azione selettiva sui lieviti: per questo motivo viene utilizzata nel processo di fermentazione delle uve per eliminare i lieviti che producono poco alcol e consentire lo sviluppo degli altri che porteranno invece a termine la fermentazione. E' inoltre impiegata come antiossidante, in quanto ha azione sbiancante ed impedisce l’imbrunimento enzimatico.
L'anidride solforosa ha una tossicità acuta piuttosto elevata ed anche tossicità cronica. Interagisce infatti con gli enzimi cellulari e con alcune vitamine; distrugge ad esempio la tiamina. Nell'organismo umano i solfiti vengono ossidati a sali non tossici, ma possono anche legarsi a ponti di solfuro delle proteine, alterando così il metabolismo.
Il limite di rischio (0,35 mg/kg di peso corporeo) può essere facilmente superato. In diversi Paesi non è consentito l'impiego di questi additivi, in altri, come la Francia, la dose massima consentita è doppia rispetto a quella italiana.



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