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Gli additivi coloranti non sono consentiti in tutti gli alimenti. Ecco alcune tabelle riepilogative.
Alimenti a cui NON E' CONSENTITO addizionare coloranti
- aceto di vino
- acque minerali
- alcuni tipi di acquavite
- alcuni tipi di bevande alcoliche
- carni, pollame, selvaggina
- conserve di pomodoro
- crema di marroni
- prodotti non lavorati
- latte, yogurt, panna
- oli
- uova e ovoprodotti
- farine
- pane
- pasta
- zucchero
- succhi di frutta
- frutta in scatola
- vegetali in scatola
- extra confetture, extra gelatine
- pesci, crostacei e molluschi
- caffè, the, cioccolato
- sale e spezie
- alimenti per lattanti e bambini
- miele
- malto
- formaggi (quelli non inclusi nelle due liste successive)
- gelati di torrone, cioccolato, limone, panna e uovo
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Alimenti a cui é consentito addizionare SOLO ALCUNI coloranti
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Alimenti a cui è consentito addizionare SVARIATI coloranti
- bevande analcoliche
- frutta e ortaggi canditi
- prodotti di confetteria
- pasticcini
- gelati
- formaggi fusi o aromatizzati
- dessert
- prodotti a base di latte aromatizzato
- salse, senape
- paste di pesce e crostacei
- crostacei precotti
- succedanei del salmone
- surimi
- uova di pesce
- pesce affumicato
- stuzzichini a base di farinacei
- prodotti dietetici sostitutivi del pasto
- integratori dietetici
- surrogati vegetali, carne, pesce
- alcune bevande alcoliche
- alcuni vini aromatizzati
- vini di frutta, sidro
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I coloranti possono essere:
coloranti naturali organici
coloranti naturali inorganici
Includono componenti dei prodotti alimentari ed altri elementi di origine naturale. Sono
sopratutto sostanze di origine vegetale, ed in minor misura di origine animale.
Molte di queste sostanze vengono attualmente prodotte in laboratorio.
coloranti sintetici
Presentano il vantaggio di essere più stabili e meno costosi dei coloranti naturali ma
lasciano maggiori dubbi sulla loro innocuità. Confrontando infatti le formule dei coloranti
tuttora ammessi con quelli riconosciuti invece tossici e vietati, si notano somiglianze
impressionanti che non possono lasciare indifferenti. I maggiori imputati sono i coloranti
azoici caratterizzati dal gruppo cromoforo azo (ad es. E 110).
Possono essere impiegati solo negli alimenti indicati dalla legge e comunque entro le dosi
massime d'impiego consentite.
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