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Sono additivi che conferiscono un colore ad un alimento e che vengono utilizzati per esigenze
di mercato in quanto incrementano l'interesse per il prodotto e ne aumentano la vendita.
Il consumatore infatti tende a giudicare la qualità di un alimento dal suo aspetto: se
l'aranciata é arancione allora é buona, se il burro é giallo allora é migliore, ecc.
L' FBN (Food and Broad) stabilisce i motivi per cui i coloranti possono essere
aggiunti agli alimenti:
- ridare il colore originale quando questo sia stato distrutto o alterato da trattamenti
tecnologici o dalla conservazione
- assicurare uniformità di colore, correggendo eventuali variazioni naturali di intensità
- intensificare il colore qualora questi risulti piu' debole di quello che il consumatore
associa a quell'alimento
- proteggere dai raggi del sole, durante la conservazione dell'alimento, l'aroma e le
vitamine fotosensibili
- conferire un aspetto invitante a cibi che sarebbero altrimenti poco appetibili
- aiutare a conservare l'identità e le caratteristiche che permettono il riconoscimento
dei prodotti
- fornire un'indicazione visiva della qualità
Alcune di queste motivazioni lasciano comunque qualche dubbio, in quanto un'opportuna colorazione
può fare sembrare di ottima qualità cibi di per sè scadenti.
Non sono considerati invece coloranti:
- i prodotti alimentari essiccati o concentrati;
- gli aromi dotati di un effetto colorante secondario come paprica, zafferano, ecc;
- i pigmenti usati per colorare le parti esterne non commestibili di prodotti alimentari
(come i rivestimenti degli insaccati e dei
formaggi).
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