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Le ciliegie
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ciliegie in impianto di trasformazione

Le ciliegie sono il frutto di un albero della famiglia delle Rosacee (la stessa delle rose).
La raccolta di solito ha inizio dalla metà di Maggio fino ai primi di Luglio, mentre la polpa dei frutti assume colorazione diversa a seconda della varietà e passa dal bianco al rosso nerastro.
Le cultivar della ciliegia vengono classificate a seconda della consistenza della polpa: le tenerine a polpa tenera e le duracine a polpa soda. Ciascuno dei due gruppi comprende specie a polpa chiara e a polpa scura.
Per quanto riguarda l'acidità della polpa, le ciliegie si distinguono in:
  • dolci come ad esempio il durone nero;



  • amarene, che sono le più acide, come ad esempio l'amarena di Verona;



  • marasche meno acide delle amarene, come la marasca del Piemonte;



  • visciole le quali presentano una acidità intermedia rispetto alle precedenti, come la visciola nera.
Per quanto riguarda la commercializzazione al pubblico le ciliegie vengono suddivise in due categorie: nella prima, i frutti devono essere provvisti di peduncolo e corrispondere per forma e colore alla varietà dichiarata; per la seconda categoria si accettano piccoli difetti di forma e colore.
Le ciliegie contengono una discreta quantità di vitamina C (500 grammi di ciliegie fresche sono in grado di soddisfare il fabbisogno giornaliero) e sono anche una discreta fonte di potassio.
Sono un frutto particolarmente dissetante, soprattutto le cultivar più aspre.
Le varietà di ciliegie più coltivate in Italia sono:
  • Bigarreau: sono le prime ciliegie a comparire sul mercato già a metà maggio;



  • Nero: rappresentano il fiore all'occhiello della produzione del comprensorio di Vignola (MO): dolcissime, grandi, di colore rosso molto scuro o nero;



  • Anella: sono disponibili da fine maggio a tutto giugno. La caratteristica peculiare e particolarmente apprezzata di questa varietà è la polpa croccante e succosa;



  • Ferrovia: sono ciliegie tenerine coltivate soprattutto in Puglia, particolarmente apprezzate per la succosità della polpa;



  • Marca: sono duroni di colore giallo-rosso, e vengono utilizzati dall'industria conserviera per produrre ciliegie sciroppate e sotto spirito.
Oltre al consumo delle ciliegie fresche e di quelle conservate sotto spirito, questo frutto viene utilizzato anche per la preparazione di marmellate, sciroppi, succhi, canditi, salse, sorbetti, mostarde e perfino di liquori (cherry brandy, kirsch, maraschino).
La Puglia è la prima regione produttrice di ciliegie in Italia, seguita dalla Campania e dal Veneto. La ciliegia di Marostica della provincia vicentina è l'unica a fregiarsi del marchio europeo di qualità IGP. La zona tipica di produzione della ciliegia di Marostica IGP comprende quella fascia pedemontana di terra vicentina che, partendo da Breganze, attraversa i territori di Marostica e Bassano comprendendo i comuni di Mason, Pienezze, Molvena, Salcedo, Schaivon e Fara vicentino.
Nell'ambito della produzione mondiale di ciliegie l'Italia riveste un ruolo di primo piano, con una produzione che mediamente si attesta oltre le 100.000 tonnellate, si colloca tra i principali Paesi produttori, preceduta soltanto da Turchia, Iran e Stati Uniti. A livello europeo l'Italia si contende storicamente il primato con la Germania.


Secondo uno studio della Michigan State University, una dieta ricca di ciliegie terrebbe lontano l'infarto e le malattie vascolari in generale, in quanto questi frutti possiedono proprietà simili all'aspirina.
Secondo un altro studio più datato invece, le ciliegie svolgerebbero una blanda azione antibatterica del cavo orale, in grado di rallentare il processo di formazione della carie.
Le norme di qualità previste per la commercializzazione di frutta e verdura sono basate su parametri prevalentemente di aspetto, consistenza, organolettici e igienico-sanitari. Non sono previste analisi sulla variazione del contenuto in nutrienti.
Come tutti gli altri tipi di frutta, la ciliegia può contenere residui di pesticidi o sostanze usate nelle pratiche colturali.

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