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Il cibo come medicina


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La nascita della medicina, ad Oriente come ad Occidente, si ha con l'utilizzo del cibo.
Ippocrate, nel trattato «Antica medicina» fa coincidere la nascita della medicina con la capacità di distinguere l'alimentazione dell'uomo sano da quella dell'uomo malato. Secondo colui che è oggi considerato come il padre della medicina infatti, «non sarebbe stata scoperta l'arte medica nè sarebbe stata ricercata, se avesse giovato ai pazienti lo stesso regime e l'ingerimento delle stesse sostanze che mangiano e bevono i sani».
Per cui gli uomini, spinti da questa necessità cominciarono ad ingegnarsi per trasformare e produrre cibi, per farne un utilizzo sapiente.
Per quasi 2000 anni, in Occidente il medico ha prescritto regimi dietetici come parte integrante della terapia. Fino a quando, con il trionfo della chimica nella medicina, cibo e piante non vengono trasformati in «contenitori» di principi attivi da cui produrre farmaci.
Ecco che allora il regime dietetico non serve più. E' superato, e scompare dall'orizzonte culturale ma sopratutto dalla penna del medico: la sua prescrizione è riservata alle malattie metaboliche o al paziente che segue determinate terapie farmacologiche. Ma si tratta quasi sempre di proscrizione (niente zuccheri per i diabetici, ecc).
E' sopratutto negli anni '60 e '70 che la cultura medica declassifica l'alimentazione. Sono gli anni del trionfo di massa della biologia riduzionista e della medicina, ed il cibo come ago della bilancia salute-malattia appare come lo strumento di un sapere antiquato e di una medicina pre-scientifica, credulonerie popolari destinate a scomparire definitivamente di fronte alla medicina moderna.
Ma negli ultimi due decenni del secolo scorso, si scopre improvvisamente che il cibo e lo stile di vita sono in Occidente i principali promotori del cancro. E nel 2003 l'Organizzazione Mondiale della Sanità diffonde un documento dove afferma che «la nutrizione è un'importante causa determinante di malattie croniche».
Il cibo quindi ha un ruolo fondamentale nel produrre uno stato di salute o di malattia. E questo in una società dove le multinazionali alimentari utilizzano additivi chimici nei loro prodotti, dove ci sono medici pronti a prescriverci medicine se ci ammaliamo, dove le multinazionali farmaceutiche ci vendono miracolosi farmaci che fanno scomparire i sintomi (ma non la causa) delle malattie.


Nel Huang Di Nei Jing, il classico che fonda la medicina cinese, la centralità del cibo viene così riassunta: «Cura con i farmaci, guarisci con i cibi».

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