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Alimenti di origine vegetale

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Si ricavano da piante monocotiledoni appartenenti alla famiglia delle graminacee e sono probabilmente i primi vegetali di cui è stata tentata la coltivazione. I cereali di più largo consumo sono: frumento, mais, riso, orzo, segale, avena e miglio.
Abitualmente si considera cereale anche il grano saraceno, che tuttavia appartiene alla famiglia delle Poligonacee.
I cereali rappresentano gli alimenti energetici per eccellenza in quanto hanno un elevato contenuto in glucidi. Sono composti mediamente di:
  • 14 per cento circa di acqua;
  • 10 per cento circa di proteine. La percentuale varia dal 7 per cento del riso al 16 per cento del grano duro, ma c'è da dire che le proteine dei cereali hanno un basso valore biologico;
  • 2 per cento circa di lipidi;
  • 74 per cento circa di glucidi sotto forma di amido;
  • 2 per cento circa di sali minerali.
Dopo essiccazione e pulitura il cereale viene macinato e si ottiene la farina, oltre ad altri prodotti come la crusca e il germe (utilizzati nei prodotti dietetici e negli integratori alimentari) da cui si possono ricavare oli commestibili.
Oggi quasi il 70% dei cereali prodotti negli USA viene utilizzato per l'alimentazione animale.
Stabilimento di stoccaggio e lavorazione cereali
Frumento
Il frumento o grano è di gran lunga il cereale più diffuso ed esiste in diverse varietà, le quali si differenziano per colore, forma, compattezza e caratteri colturali.
Il frumento si distingue in tenero (utilizzato prevalentemente per la panificazione) e duro (utilizzato per la produzione della pasta) e viene coltivato in zone calde e secche. La coltivazione di questo cereale richiede terreni ben concimati (fosfatici).


Riso
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Mais
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Orzo
L’orzo (Hordeum vulgare) viene coltivato sopratutto in Cina, USA ed Europa; in Italia è diffuso particolarmente nelle aree del centro-sud.
Le più importanti sottospecie coltivate si possono ripartire, a seconda della disposizione delle granelle, alle 3 categorie di orzo esastico, tetrastico e distico, ossia formate rispettivamente da 6, 4 e due file di chicchi sulle spighe. Fondamentalmente queste varietà si suddividono, analogamente al frumento, in orzo duro e orzo tenero.
L'orzo duro è destinato all'alimentazione umana e le sue cariossidi vengono sottoposte ad un processo di lavorazione simile alla brillatura del riso da cui si ottengono dapprima orzo decorticato e alla fine orzo perlato. Entrambi vengono impiegati per preparare minestre diuretiche, antinfiammatorie e leggermente lassative.
L'orzo tenero ed in particolare l'orzo distico viene invece utilizzato per la produzione di malto d'orzo destinato all’industria della birra e per la produzione di whisky.
L'estratto di malto e il caffè d'orzo si impiegano rispettivamente per la preparazione di prodotti dietetici e come surrogato del caffè.
L'orzo è un alimento fondamentale in Medio Oriente, ed ha un rilevante contenuto di fibre solubili.


Segale
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Grano saraceno
Il grano saraceno non è una graminacea, ma ha una composizione che si avvicina a quella degli altri cereali.
Viene tutt'ora consumato in Alta Italia sotto forma di farina per la preparazione di due specialità gastronomiche: la polenta taragna ed i pizzoccheri (un tipo di pasta originario della Vatellina).
Il grano saraceno è un alimento molto equilibrato, ricco di ferro, vitamina B, vitamina E e magnesio, particolarmente adatto alle stagioni fredde data la sua capacità riscaldante. La sua capacità di fornire energia e vigore fisico lo rende particolarmente adatto nella convalescenza, nella gestazione, agli anziani e agli sportivi; aiuta ad eliminare dall'organismo i liquidi in eccesso ed ha una notevole azione rivitalizzante su reni, cuore e ghiandole sessuali.


Farro
Era l'alimento base degli Assiri e degli Egizi, di tutti i popoli antichi del Medio Oriente e del Nord Africa; le legioni di Roma spesso venivano pagate a farro.
Il farro è povero di amminoacidi essenziali, ma questa carenza viene facilmente compensata dall'accostamento gastronomico con i legumi.
Il farro è ricco di vitamina A, vitamina C, vitamine del gruppo B e sali minerali come fosforo, sodio, calcio, potassio e magnesio. Svolge funzione ricostituente ed antianemica per la presenza di proteine, acidi grassi polinsaturi ed essenziali, ferro , manganese, rame e cobalto.
La crusca e gli olii contenuti nel suo germe lo rendono un emoliente intestinale, antistipsi e rinfrescante. La sua caratteristica principale è comunque il suo potere antiossidante dovuto all'alto contenuto di selenio e di acido fitico che ostacolano la formazione dei radicali liberi.
La "brillatura" del farro viene fatta ancora oggi con vecchie "macine a pietra" (si presume che non ce ne siano piu' di 15/20 in tutta Italia) e la quantità giornaliera in otto ore di lavoro dell'intera operazione di pulitura non supera mai i kg 300 di prodotto in chicchi.
La somiglianza del farro ad altri tipi di grano e la scarsa conoscenza ha fatto sì che oggi, in commercio, se ne trovano delle varietà 'false' (farricello o spelta).


Avena
Trova impiego come foraggio per cavalli, sia allo stato fresco (erba), che essiccato (fieno) o come granaglie (biada); nell’alimentazione umana è usata per preparare prodotti dietetici; la farina, miscelata ad altre, viene utilizzata per produrre prodotti da forno.
I fiocchi d'avena, che si ottengono da chicchi torrefatti e schiacciati dopo vaporizzazione, sono utilizzati da soli o nel muesli come cereali per la prima colazione.
Dal punto di vista nutritivo l'avena è un alimento altamente energetico, particolarmente indicato nelle astenie da superlavoro fisico e intellettuale, così pure in certi casi di sterilità ed impotenza.
Risulta scarsamente digeribile per l'elevato contenuto in cellulosa e in alcuni soggetti predisposti può irritare l'intestino e dare luogo a fenomeni di allergia.
Le fibre solubili dell'avena sono ritenute particolarmente utili per abbassare i livelli di colesterolo nel sangue.









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