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Originari del Belgio, dove secondo la tradizione vennero coltivati per la prima volta a Bruxelles nel XIII secolo, i
cavolini o cavoletti di Bruxelles (Brassica oleracea var. gemmifera) sono una varietà di
cavolo oggi coltivata soprattutto nel Nord Europa, in particolare in Inghilterra, Francia ed Olanda.
Il cavolo di Bruxelles è una pianta biennale che un fusto eretto, a volte di altezza superiore al metro; le foglie
sono quasi tonde e portano, all'ascella, i cavoletti che in alcuni casi possono essere anche più di cento per
pianta.
Le varietà coltivate si distinguono in base alla taglia, alla lunghezza del ciclo ed alla
pezzatura dei cavoletti; tra le più interessanti: Frigostar, Rampart, Sigmund,
Lunet e Jade Cross.
I cavoletti vengono solitamente raccolti quando raggiungono la dimensione di 3 centimetri di diametro: questa è
infatti la pezzatura ideale per avere un prodotto tenero e gustoso.
Sotto il profilo nutrizionale, il cavolo di Bruxelles contiene buone percentuali di sali minerali
(fosforo e potassio), carboidrati e
proteine. Come per gli altri tipi di cavolo, il suo consumo regolare sembrerebbe capace di
contrastare lo sviluppo di tumori legati all'attività degli ormoni dell'organismo, per
esempio al seno e alla prostata.
Per rendere più digeribili i cavoletti, è consigliabile farli scottare per qualche minuto in abbondante acqua
salata prima della cottura vera e propria. A differenza degli altri tipi di cavolo, il cavolino di Bruxelles non può essere consumato
crudo.
CARATTERISTICHE MINIME DI QUALITÀ
Aspetto
Cavoletti di dimensioni variabili dai 15 ai 40 millimetri
Colorazione
Verde più o meno chiaro
Forma
Rotondeggiante
Periodo di commercializzazione
Da ottobre a maggio
Conservazione
Ad una temperatura di 0 °C ed un'umidità relativa del 98 per cento, i cavoletti di
Bruxelles si possono conservare per 30/40 giorni.
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