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Considerato una coltura intercalare (può seguire il grano oppure ortaggi quali fave, piselli,
carote, lattuga e patate), il cavolfiore (Brassica
oleracea) è una varietà di cavolo che richiede terreni di medio impasto e clima fresco-umido.
Mentre nelle altre varietà si utilizzano le foglie, in questo tipo di cavolo si utilizza
invece il fiore (la "testa", costituita da un'infiorescenza ancora immatura). Le cultivar si
distinguono tra quelle che necessitano di temperature basse per la formazione della parte
edibile (corimbo) e quelle in cui il freddo non è invece indispensabile.
Tra le varietà di cavolfiore più diffuse sul mercato: Gigante di Napoli (in versione precocissima
Natalino, in versione precoce Gennarese, in versione mezza precoce Febbrarese,
in versione tardiva Marzatico, ed in versione molto tardiva Apriliatico),
Tardivo di Fano, Pisano tardivo, Snow Ball, Precoce di Jesi, Precoce Toscano e
Violetto di Sicilia.
Per quanto riguarda l'aspetto nutrizionale, il cavolfiore è ricco di sali minerali (fosforo,
potassio e rame), tiamina ed aminoacidi.
Il suo consumo regolare sembrerebbe capace di contrastare lo sviluppo di tumori legati
all'attività degli ormoni dell'organismo, per esempio al seno e alla prostata.
CARATTERISTICHE MINIME DI QUALITÀ
Aspetto
Infiorescenza compatta, di peso variabile tra 1 ed 1.5 chilogrammi. L'infiorescenza tuttavia
è molto delicata e sensibile alle azioni meccaniche.
Colorazione
Colore bianco o rosso-violaceo.
Forma
Tondeggiante, regolare e compatta.
Periodo di commercializzazione
Da settembre a maggio.
Conservazione
Ad una temperatura di 0 °C ed un'umidità relativa del 90-95 per cento, il cavolfiore si
conserva per 15-30 giorni; a 5 °C per 11 giorni ed a 10 °C per una settimana.
I corimbi raccolti a giusta maturazione, defogliati e senza stelo, si conservano invece più
a lungo.
Dopo la cottura il cavolfiore va consumato al più presto.
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