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Il carico glicemico è un valore fondamentale per avere un parametro pratico nella valutazione dell'effetto dei
carboidrati assunti con la dieta.
Il carico glicemico di un alimento si ottiene moltiplicando il suo indice glicemico per
la quantità di carboidrati contenuti in quell'alimento e dividendo il risultato per 100.
Per fare un esempio pratico, confrontiamo 500 grammi di uva con 50 grammi di biscotti secchi.
L'uva ha un indice glicemico di circa 48; poichè 500 grammi di uva contengono circa 75 grammi di carboidrati,
il carico glicemico è 75x48/100= 3,60
I biscotti hanno un indice glicemico di circa 65; poichè 50 grammi di biscotti contengono circa 35 grammi di
carboidrati, il carico glicemico è 35x65/100= 2,28 ossia inferiore a quello dell'uva.
Sono stati studiati degli intervalli di valori relativi al carico glicemico. La classificazione che segue si riferisce
a porzioni medie di singoli alimenti:
- Carico glicemico alto: uguale o superiore a 20
- Carico glicemico medio: compreso tra 11 e 19
- Carico glicemico basso: non superiore a 10
Sono stati definiti anche i valori di carico glicemico giornaliero, inerenti cioè alla somma dei carichi
glicemici di tutti i pasti:
- Carico glicemico giornaliero alto: uguale o superiore a 120
- Carico glicemico giornaliero medio: compreso tra 80 e 120
- Carico glicemico giornaliero basso: non superiore ad 80
Sono tuttavia molteplici le cause e i meccanismi attraverso i quali la glicemia può essere modificata in seguito ad
un determinato pasto: alcune di queste dipendono dall'alimento, altre dal pasto complessivo, altre ancora dall'individuo.
Molti studiosi di nutrizione sostengono che oggi non ha più senso parlare ancora di calorie.
Si è dimostrato infatti come si perda più peso con una dieta basata su alimenti con basso carico glicemico
rispetto ad una dieta povera di grassi, ma occorre ricordare che una dieta a base di
proteine e grassi non è certamente sana.
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