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Le mutazioni e ricombinazioni genetiche, che caratterizzano il processo evolutivo di tutti
gli organismi viventi, generano variabilità. La selezione naturale sceglie poi quelli più
"adatti" alla sopravvivenza in un certo ambiente.
I progressi scientifici e tecnologici nel campo della genetica offrono la possibilità di
intervenire sulla selezione naturale, impoverendola. Influiscono cioé sulla diversità
genetica in seno ad una specie, o biodiversità, riducendola.
Fra il 1804 e il 1905 venivano coltivate negli Stati Uniti 7.098 varietà di mele.
Oggi 6.121 di queste (circa l'86 per cento) sono estinte. Analogo discorso per le
pere: circa l'88 per cento delle 2.683 varietà che venivano coltivate un tempo oggi sono
estinte.
La diversità in seno alle varie specie vegetali coltivate negli Stati Uniti é stata ridotta
drasticamente del 97 per cento in meno di 80 anni.
Al principio del XX secolo in Asia erano coltivate probabilmente oltre 100.000 varietà di
riso autoctone, cioé sviluppate sul posto, di cui almeno 30.000 solo in
India. Oggi il 75 per cento delle colture indiane consiste di appena dieci varietà.
Le 2.000 varietà di riso dello Sri Lanka sono state sostituite quasi tutte da 5 varietà.
Il Messico, culla della domesticazione del mais, coltiva appena il 20
per cento delle varietà che vi furono trovate negli anni '30.
Perché molti agricoltori sostituiscono le loro numerose varietà locali con monocolture uniformi?
Si tratta di una questione economica, spesso sostenuta da sovvenzioni governative.
Quali sono i vantaggi della biodiversità di specie?
Negli anni '40 del XIX secolo la popolazione dell'Irlanda superava gli otto milioni di
abitanti; l'alimento principale della gente erano le patate, di cui si
coltivava sopratutto una varietà.
Nel 1845 le coltivazioni furono colpite dalla peronospera che distrusse quasi l'intero raccolto.
L'anno successivo i contadini non avevano altra scelta che ripiantare la stessa varietà di
patate. Non ne avevano altre. Le patate furono di nuovo colpite dalla peronospera, questa volta
con effetti devastanti. Secondo le stime degli storici infatti, un milione di persone morirono
di fame, mentre un altro milione e mezzo emigrarono. Chi rimase nel paese si ritrovò in condizioni
di estrema povertà.
In Sudamerica, nella regione andina, i contadini coltivavano molte varietà di patate e solo alcune
di furono colpite dalla peronospera. Quindi non vi fu nessuna epidemia. Ecco perché le diversità
in seno ad una specie sono una protezione.
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