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Nutrienti, gustose e con il loro colore giallo e vivace, le banane sono il frutto esotico più
consumato in occidente e tra le derrate più consumate al mondo dopo
cereali, zucchero,
caffè e cacao.
Esse sono diffuse
nella maggior parte dei Paesi tropicali (ma l'India è il paese che ne produce di
più al mondo) e vengono raccolte quando sono ancora acerbe: incominciano a
maturare durante il trasporto.
Un casco di banane conta fino a 200 frutti. Dopo la raccolta, questi vengono suddivisi in caschi
più piccoli, scartando tutte le banane che non hanno i requisiti richiesti: le normative
europee, per esempio, impongono parametri specifici per quanto riguarda il diametro, la
lunghezza, il colore e persino i difetti accettabili, ma nulla per quanto riguarda il contenuto
in nutrienti.
Le banane vengono quindi caricate ancora verdi su navi frigorifere dove sono mantenute a 12-13 °C
sino a destinazione. Qui vengono stoccate in appositi centri e fatte maturare innalzando la
temperatura e immettendovi etilene. Molte sono ancora un po' acerbe quando vengono vendute
ed è consigliabile acquistarle in grappoli, con gambi intatti, per garantirne una
più lunga conservazione.
Le banane acerbe contengono amido «resistente», così chiamato
perchè non può essere digerito dall'intestino tenue, ma viene fermentato
nell'intestino crasso, provocando spesso flatulenza. Poichè la maggior parte dell'amido
si trasforma in zucchero quando il frutto è maturo, le banane
mature non solo sono più dolci, ma anche più digeribili e nutrienti.
Le principali qualità di banane sono la Musa sapientium, la Musa Cavendishii e la Musa
paradisiaca. Le prime due sono ricche di zuccheri e si mangiano crude, mentre la terza, meno
zuccherina e più ricca di amido, viene cucinata oppure fatta essiccare per ricavarne
farina.
La banana contiene una buona quantità di carboidrati (circa il 15
per cento), rappresentati anche da amido. E' inoltre ricca di fibre,
vitamina C (15 per cento del fabbisogno giornaliero) e
potassio (11 per cento del fabbisogno giornaliero).
E poi non contiene grassi, colesterolo o
sodio.
Anche se le banane che si trovano nei nostri mercati arrivano dai paesi dell'America Centrale,
le banane sono in realtà originarie delle giungle del Sud-Est asiatico. Si ritiene che
vengano in particolare dalla penisola malese, perchè è qui che si trova la
maggior parte delle varietà. 2500 anni fa raggiunsero la penisola indiana, e lì il grande
condottiero Alessandro Magno le potè assaggiare 300 anni prima di Cristo. Dall'India si
diffusero in Africa, per raggiungere le isole Canarie e le Indie Occidentali. In America pare
che siano arrivate nel 1516 grazie a un frate spagnolo, Tomas de Berlanga, che portò con sè le
prime radici di banano (l'albero che produce come frutti le banane) e le piantò nel fertile
suolo dei Caraibi.
Le banane si trovano tutto l'anno. Se sono troppo acerbe si possono farle maturare mettendole in
una busta di carta. E se dentro la busta si mette anche un pomodoro
o una mela, matureranno ancora più in fretta.
Chiquita, Dole e Del Monte sono oggi le tre più grandi multinazionali della banana
e da sole controllano ben il 75 per cento delle banane commercializzate in tutto il mondo.
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Alcune compagnie produttrici di banane sono state più volte accusate di fare uso di
pesticidi vietati, e recentemente sono state condannate: Dole Food Company, Standard Fruit Company,
Dow Chemical, Occidental Chemical Corporation e Shell.
Sembra che in Costa Rica vengano adoperate
ogni anno una media di circa 40 Kg di sostanze chimiche per ettaro.
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Le banane possono essere sottoposte a irradiazione per bloccarne la
maturazione, mentre la superficie può essere trattata con
Tiabendazolo (E233).
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Composizione e valore energetico per 100 grammi di banana
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