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Cosa sono gli anabolizzanti utilizzati in zootecnia?


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Gli anabolizzanti sono farmaci che stimolano il metabolismo proteico. Le sostanze maggiormente utilizzate sono gli ormoni sessuali maschili e i loro derivati, responsabili dell'aumento di statura e delle masse muscolari che si verifica in pubertà. A livello dei muscoli aumentano il contenuto di azoto, glicogeno, fosforo a elevato potenziale energetico. Aumentano la ritensione di calcio, potassio, sodio e cloro.
Gli anabolizzanti ormonali sono utilizzati in zootecnia per la crescita intensiva dei vitelli "di latte". Questi composti, somministrati ai giovani bovini per via orale, intramuscolare o sottocutanea, li "gonfiano" incrementandone il peso finale del 10 - 20 per cento e accorciando i tempi di allevamento di qualche settimana.
Dai vitelli di latte si producono anche gli omogeneizzati destinati all'infanzia.
Gli anabolizzanti si possono suddivere in:
  • prodotti naturali
  • prodotti sintetici
Mentre l'Unione Europea proibisce l'uso degli anabolizzanti ormonali, gli Stati Uniti ne consentono invece l'impiego a scopo zootecnico. E' universalmente riconosciuto l'effetto negativo della somministrazione di ormoni per gli squilibri che inducono, sopratutto negli individui giovani. I rischi di assunzione sono proporzionali ai tassi residui nelle carni, ma anche con quantità minime di residui si sono manifestati in bambini, consumatori abituali di carne bianca estrogenata, fenomeni acuti riconducibili a gravi squilibri ormonali. Per l'adulto i rischi sono legati alla tossicità cronica, con possibile insorgenza di tumori.


Che vita fanno gli animali destinati alla nostra tavola, che provengono da allevamenti industriali intensivi?
  • I vitelli vengono separati dalla madre al massimo dopo dieci giorni dalla nascita. Gli allevatori di vacche puntano infatti alla vendita del latte munto e i rigidissimi parametri qualitativi e sanitari imposti dalle latterie non consentono la convivenza di vacca e vitello nello stesso ambiente.



  • Una volta separati dalla madre i vitelli sono spesso costretti a lunghi viaggi per raggiungere la stalla in cui trascorreranno le circa 22 settimane della vita loro concessa all'interno di appositi box di metallo. Nell'ultima fase del ciclo di allevamento, gli spazi diventeranno angusti e i vitelli non potranno muoversi e neppure distendersi.
    Una direttiva CEE entrata in vigore nel 2003 elimina comunque per tutti i cicli bovini (vitelli, manzi, tori) il sistema a box singoli con catena.



  • Per ottenere carni bianche e morbide, i vitelli vengono alimentati per tutto il ciclo di allevamento con latte in polvere ricostituito; l'acqua viene addolcita per farla risultare più leggera. Quando gli animali sono ormai quasi pronti per la macellazione, vengono invece alimentati con latti di «finissaggio», poveri di ferro e di altre sostanze.
    Allo scopo di avere un più rapido raggiungimento del peso da macello, circa tre quintali, agli animali vengono somministrate sostanze anabolizzanti e stimolanti.
    I manzi vivono invece liberi fino a sei mesi, ma nei restanti 150 giorni riceveranno anch'essi lo stesso trattamento dei vitelli.
Secondo alcuni non si può colpevolizzare solo l'allevatore. Quanto avviene nella zootecnia moderna sarebbe conseguenza diretta di una legge di mercato: sarebbero infatti le scelte del consumatore (il quale richiede carne magra, di bel colore rosato-salmone, di buon sapore e consistenza, e a basso prezzo) a guidare le tecniche di produzione e di allevamento.


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