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Funghi orientali


Fungo Maitake

Secondo la scienza farmacologica cinese, ogni alimento ingerito produce un beneficio (e a volte addirittura un'azione terapeutica) sull'organismo. Alcuni funghi, in particolare, sono ritenuti capaci di rafforzare le nostre difese immunitarie perché contengono un insieme speciale di polisaccaridi.
In oriente sono utilizzati essenzialmente per la cura degli anziani, ma per le proprietà antinvecchiamento e anti radicali liberi sono da qualche tempo al centro degli interessi anche di americani ed europei.
I funghi si chiamano Lin zhi, Maitake e Shiitake.


Ling zhi o reishi
Il nome botanico é Ganoderma lucidum ed é un fungo cinese che ha dimostrato di possedere un'attività immunostimolante e antinvecchiamento. Contrasta infatti l'azione dannosa dei radicali liberi.
E' conosciuto come fungo della buona fortuna o elisir dell'immortalità e sembra funzionare anche come antistress: migliora la concentrazione e combatte ansia e nervosismo.


Maitake
E' un raro fungo d'albero che cresce nel nord del Giappone. Il suo nome botanico é Grifolia frondosa, e, data la sua rarità e la sua efficacia, é piuttosto costoso.
Studi condotti da un microbiologico giapponese hanno dimostrato che il Maitake, grazie ad un suo specifico componente, il D-glucano, rafforza le nostre difese immunitarie e protegge da virus e batteri. Sarebbe indicato infatti per la prevenzione di:
  • influenza ed altri disturbi da raffreddamento, come mal di gola
  • ipertensione
  • diabete
  • infezioni varie, tra cui quelle causate da herpes virus.
Shiitake
E' un fungo originario dall'Indonesia, le cui proprietà benefiche sono note da tempo. Il nome latino é Lentinus elodes. Lo Shiitake ha dimostrato di possedere proprietà antivirali e immunostimolanti, grazie ad una particolare sostanza chiamata lentiniano. Sembra inoltre capace di ridurre il colesterolo, di migliorare il funzionamento dei reni e la circolazione, e di favorire il dimagrimento.
Per ottenerne gli effetti benefici, bisogna mangiarne almeno 15 grammi al mese.






Funghi allucinogeni


Sono chiamati funghetti, e ne esistono più di 200 specie, diffuse in tutto il mondo. Quelli messicani sono potentissimi: danno vertigini, nausea, stanchezza e visioni. Alcuni crescono anche da noi in montagna, come i Panaeolus cyanacens, ma il loro effetto è molto minore.
Maya, Toltechi, Aztechi e le altre popolazioni precolombiane facevano largo impiego di questi vegetali psicoattivi durante le cerimonie religiose: gli Psilocybe mexicana erano consumati collettivamente per raggiungere quella modificazione della coscienza necessaria a stabilire il contatto con la divinità.
Questi funghi contengono infatti sostanze in grado di indurre stati di alterazione delle percezioni, e i cui effetti si manifestano a quattro livelli:
  • somatico: vertigini , cefalea, nausea e vomito, vampate di calore alternate a brividi, dilatazione delle pupille, ipertensione e tachicardia
  • intellettivo: aumento della chiarezza mentale e della capacità di ricordare, senso di estrema libertà di pensiero
  • emotivo: stato di euforia, ansia
  • percettivo: alterazione della percezione visiva, uditiva e tattile e del senso del tempo e dello spazio; visioni
Il potere allucinogeno dei funghi varia comunque da tipo a tipo. Gli effetti di quelli presenti in Europa non hanno una durata superiore alle cinque ore. Il Psilocybe copelandia detto «Hawaiian» è un fungo dagli effetti molto prolungati (fino a 10-12 ore) ed in grado di fornire allucinazioni molto vivide.
Attualmente non sembra che un sovradosaggio di psicocibina sia in grado di provocare, almeno a breve termine, danni permanenti.


Funghi allucinogeni italiani
In Italia la specie più diffusa, più nota e più potente è la Psilocybe semilanceata, che cresce in habitat erbosi sulle alpi e sull'Appennino tosco-emiliano, ma che potrebbe presentarsi anche in altre regioni montuose più a sud.
In quasi tutte le regioni, sia nelle zone di pianura che in quelle montuose, si incontrano altre specie allucinogene meno note o meno frequenti, come la Psilocybe cyanescens o la Panaeolus subalteatus. Producono i principi attivi in maniera incostante e spesso a basse concentrazioni, per cui il loro effetto è blando.
In Italia è vietata la vendita e/o il consumo di specie appartenenti ai generi Psilocybe e Stropharia, in quanto la normativa equipara il loro uso a quello di una qualsiasi droga.







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