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maiali trasportati al macello

Il patrimonio suinicolo in Italia è di circa 9 milioni di capi, di cui circa l’85% concentrato nella Pianura Padana.
Come si vedrà la vita del maiale d'allevamento è breve e non priva di sofferenze. Gli allevamenti intensivi industriali prevedono 3 siti produttivi distinti, allo scopo di ottimizzare le produttività e sopratutto la redditività dell’azienda:

Riproduzione

L'accoppiamento è guidato dall’allevatore e sempre più spesso si ricorre all’inseminazione strumentale.
La scrofa partorisce due volte all'anno, ma in realtà la somma delle durate delle due gestazioni è inferiore all'anno solare. La prolificità delle attuali linee genetiche ha raggiunto livelli produttivi rilevanti (più di 30 suinetti/scrofa l'anno) e il periodo di gestazione è di circa 114 giorni che equivalgono a tre mesi, tre settimane e tre giorni.
Dopo la nascita dei suinetti in sala parto (pesano da uno a due chili), il periodo di svezzamento varia normalmente dalle 3 alle 4 settimane di vita, durante le quali le covate sono alimentate dal latte materno e sovente da adeguati supplementi alimentari (liquidi o solidi) a partire dalla prima settimana di vita.
In questo tipo di allevamenti per evitare che la scrofa schiacci inavvertitamente i piccoli, essa viene fatta partorire ed allevare la prole in una gabbia «da gestazione» talmente piccola che la contiene a malapena e nella quale non ha alcuna possibilità di muoversi liberamente. In natura i maiali selvatici costruiscono dei giacigli di rami e foglie, che consentono ai piccoli di spostarsi rapidamente, cosa che invece non possono fare sul cemento.
La durata economica della scrofa negli allevamenti industriali (e quindi la sua vita) è limitata al 5°–7° parto, che corrisponde all’incirca ai 3–3,5 anni di età, facendo compiere all’animale circa 2,5 parti all’anno; quindi viene mandata al macello. La scrofa in natura dovrebbe vivere circa 18 anni.

Post-svezzamento

I suinetti provenienti dalla sala parto ad un peso variabile da 6 a 8 kg (a seconda dell’età) sono allevati in box di cemento a terra o in gabbiette sopralevate, in gruppi di varia consistenza (da 15 fino a 40 animali).
La fase di post-svezzamento dura circa 55-60 giorni ed il suinetto raggiunge il peso vivo di 28-30 kg.
E' molto diffusa la castrazione condotta su soggetti maschi non idonei per la riproduzione o quelli prodotti per l’ingrasso; si tratta di una pratica eseguita ai maschi di circa 50 giorni di età e consiste nell’asportazione delle gonadi: l’operazione è importante per evitare che le carni manifestino il sapore tipico degli adulti.
Altri interventi chirurgici effettuati sugli animali giovani sono l'asportazione dei denti canini e il taglio della coda.

Accrescimento-ingrasso

Occorre fare un'importante distinzione in base alla finalizzazione per cui vengono allevati i maiali:
suino leggero da macelleria
suino pesante da trasformazione.
Il primo viene macellato tra la 18a e la 25a settimana di vita quando ha raggiunto un peso di 100–110 kg, il secondo tra i 150 e i 180 kg ad un anno di età. La stragrande maggioranza dei suini allevati in Italia segue questa seconda filiera (il resto del mondo occidentale alleva solo suini leggeri) perché nel nostro paese vi è un'importante produzione di prosciutto.
In questa fase gli animali sono opportunamente alimentati con 3-4 tipi di dieta per ottenere una carcassa dalle pregiate caratteristiche organolettiche e ridurre efficacemente il carico zootecnico inquinante sull’ambiente.
Il suino (Sus scrofa domesticus L.), in tutte le fasi della sua vita, è un animale che ha bisogno di scavare, grufolare ed in generale avere a disposizione del materiale da manipolare. Negli allevamenti intensivi i suini invece non hanno la possibilità di grufolare, nemmeno di rigirarsi, nè di rinfrescarsi la pelle con bagni e fanghi. Leccano le sbarre per ore oppure sfogano la loro irruenza contro copertoni di automobili messi di proposito; l’unica via d'uscita dai box per loro è quella che li porterà al macello. Sono inoltre obbligati a urinare e defecare nello spazio dove vivono e dormono.

Macellazione

Una volta che i maiali hanno raggiunto il peso commercialmente utile, oppure come nel caso delle scrofe, la loro durata economica si è esaurita, vengono inviati all'impianto di macellazione.
Giunti al macello dopo un viaggio spesso lungo ed estenuante, qui i suini vengono prima storditi con una forte scarica elettrica alla testa, quindi sgozzati e gettati in vasche di acqua bollente. Gli animali vengono poi spellati con un apposito macchinario e successivamente si procede con l'asportazione degli organi interni.
Per ridurre il rischio di contaminazione della carne con feci o resti di pasto presenti negli intestini, gli animali vengono privati del cibo per alcuni giorni prima di essere portati al macello. Dal punto di vista dell'allevatore sarebbe mangime che non si convertirebbe in carne.


Il consumo medio pro capite di carne di maiale nel nostro paese è di circa 31 kg, con una tendenza piuttosto stabile nell’ultimo decennio.





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