www.leziosa.com
Questo spazio
in questa pagina
è in vendita a soli
19 EURO AL MESE
150x120
    Home   |   Additivi alimentari   |   Conservazione   |   Frodi   |   Nutrizione   |   Cibo e malattie   |   Forum   |   Indice
Acquacoltura di tipo intensivo
Altri argomenti
  Iscriviti a Leziosa
  Glossario dei termini
  Quanto ne sai di alimentazione?
  I musei del cibo in Italia e nel mondo
  Gioca con E-Lisa
  Foto preferite da Leziosa.com su Flickr
  Bibliografia
  Alimenti

 
site search by freefind advanced

Alimenti di origine animale

molluschi cozze vongola capasanta ostriche cannolicchi seppia polpo crostacei aragosta astice scampi gamberi, gamberoni e gamberetti Prodotti ittici merluzzo sogliola tonno trota Acciuga salmone Baccalā caviale Pesce in scatola bastoncini di pesce surimi Olio di pesce farina di pesce
 
prosciutto cotto wurstel foiegras lardo kebab pancetta mortadella prosciutto crudo zampone soppressata bresaola carne in scatola salsiccia cotechino pollo arrosto salami
 
burro brie ricotta gorgonzola fiocchi di latte yogurt latte formaggio panna formaggi fusi mozzarella Asiago Burrata Robiola mascarpone crescenza Fontina Emmental
 
margarina strutto Olio di balena Olio di pesce Olio di fegato di merluzzo
 
miele uova salsa maionese
impianto di acquacoltura intensiva in mare aperto L'acquacoltura intensiva di specie marine rappresenta un’attività in continua espansione, sia in termini di qualità che di quantità di prodotto.
In Italia gli impianti per questo tipo di acquacoltura sono per lo più rappresentati da allevamenti in vasche; le gabbie in mare, tecnologia oramai ampiamente consolidata in altri Paesi europei ed extraeuropei, hanno mostrato un processo di sviluppo negli ultimi anni e potrebbero rappresentare il futuro dell'acquacoltura marina.
La produzione italiana č attualmente basata sull’allevamento di spigola (Dicentrarchus labrax) e orata (Sparus aurata) e piccole quantità di sarago pizzuto (Diplodus puntazzo).
L’allevamento in vasche č un’attivitā che comporta alta tecnologia e alti costi in termini non solo di strutture, ma anche di energia. Le acque marine salmastre devono essere infatti prelevate dal mare (o bacini o pozzi salmastri) mediante pompe e condotte all’impianto di allevamento, previo trattamento di depurazione. Negli impianti, il ciclo parte dai riproduttori che vengono reperiti in natura. Tramite trattamento ormonale si stimola la maturitā sessuale e l’emissione dei gameti. Si procede quindi alla fecondazione delle uova in ambiente controllato (avanotteria) e, in successione, si segue la schiusa e lo sviluppo delle larve in ambienti condizionati. In parallelo, in appositi laboratori annessi, si procede alla produzione delle specie di fito e zooplancton che costituiscono la prima alimentazione e le prime prede differenziate delle larve e post-larve. Si segue infine tutta la fase di accrescimento dei giovani pesci (avannotti) mediante diete controllate basate sulla somministrazione di mangimi industriali bilanciati.
A causa dei costi elevati e dell’ampio spazio richiesto, non tutti gli avannotti ottenuti durante questa prima fase possono essere utilizzati dall’impianto nella successiva fase di ingrasso che porta gli animali alla taglia commerciale (250-300 g). Pertanto, una parte della produzione dell’avannotteria viene destinata ad altre imprese operanti nel settore dell’acquacoltura, sia in intensivo che in estensivo.
Gli impianti a terra  devono essere tenuti costantemente sotto controllo dal punto di vista igienico-sanitario ed ittiopatologico, in quanto le alte densità generalmente applicate favoriscono l’insorgere di infezioni virali o batteriche che possono provocare elevate mortalità o indurre malformazioni negli animali.
Le aziende che operano in mare, in zone protette o in aree aperte, sono ancora in numero limitato, nonostante le tecnologie disponibili lascino prevedere un crescente sviluppo di questa tipologia di allevamento. Attualmente in Italia gli impianti operanti con gabbie in mare sono 19, la maggior parte dei quali situati nel centro-sud.

Il crescente interesse per la piscicoltura in mare è da ricondursi sia a fattori di tipo economico (comporta investimenti di capitale inferiori rispetto agli impianti intensivi a terra), sia ad aspetti ambientali come l'elevato grado di antropizzazione e l’urbanizzazione del territorio, le conflittualitā per l’utilizzo dei corpi idrici, l’esigenza di contenere ogni attivitā che determini un incremento dei carichi inquinanti.





Trova discussioni, musei e quiz che parlano di prodotti ittici
Trova il contenuto di colesterolo dei prodotti ittici
Quanto ne sai di prodotti ittici? rispondi a qualche domanda







frutta Verdure Salumi Pesci Latte e latticini Alcolici Produzione industriale dolci Produzione bibite Prodotti alimentari industriali additivi chimici lavorazione del pesce