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L'acquacoltura è l'allevamento di organismi acquatici, ossia pesci,
molluschi, crostacei e piante, sia di acqua
dolce che di acqua salata.
Il concetto di allevamento implica forme di intervento finalizzate ad incrementare la
produzione, quali la semina, la somministrazione di cibo, la protezione dai predatori, ecc.
e la proprietà degli organismi allevati da parte di privati.
La maricoltura consiste invece nel promuovere la crescita, e quindi la produzione, di organismi
di ambiente marino o salmastro.
Si possono distinguere tre tipologie di acquacoltura o maricoltura:
- acquacoltura di tipo estensivo.
Si tratta di un allevamento in cui non si ha alcun apporto alimentare da parte dell'uomo ed il cibo è
tratto esclusivamente dall'ambiente.
- acquacoltura di tipo semintensivo. L'allevamento prevede l'integrazione del cibo
disponibile in natura con alimenti generalmente a bassa tecnologia e ridotto contenuto
proteico.
- acquacoltura di tipo intensivo.
In questo tipo di allevamento l'alimentazione è totalmente artificiale.
In questo schema non rientrano la molluschicoltura e gli impianti di barriere artificiali che,
comunque, presentano caratteristiche assimilabili allallevamento di tipo estensivo,
in quanto lalimento viene generalmente tratto dallambiente e lintervento
umano riguarda esclusivamente le strutture impiegate e le operazioni di manutenzione.
La produzione ittica da acquacoltura, cresciuta nell'ultima decennio dell'11 per cento
l'anno, è comunque il settore economico-alimentare che registra la crescita più
rapida. Oltre ad un motivo prettamente economico, vi è anche il fatto che la pesca
oceanica non è più disponibile come un tempo.
A livello mondiale, passando dai 13 milioni di tonnellate di pesce di allevamento prodotto nel 1990 ai 48 milioni di
tonnellate del 2005, la produzione dei vivai è destinata a superare l'allevamento di
bestiame come risorsa alimentare entro pochi anni.
Se il bestiame ha bisogno di circa 7 chilogrammi di cereali per ingrassare di un chilo, i
pesci possono ingrassare di un chilo con meno di 2 chilogrammi di cereali.
Diversamente dalla produzione di carne, che si concentra nei paesi industriali, circa
l’85 per cento della produzione ittica nei vivai si concentra nei paesi in via di sviluppo.
Nel 1998, la Cina, dove l’acquacoltura è praticata da più di 30 anni, ha prodotto
21 milioni di tonnellate sui 31 milioni di tonnellate di produzione di acquacoltura
mondiale dello stesso anno. Segue l’India, con 2 milioni di tonnellate.
Altri paesi in via di sviluppo con settori di acquacoltura
consistente sono il Bangladesh, l’Indonesia e la Tailandia.
Tra i paesi industriali, i leader sono:
- Giappone. Ha una produzione di 800.000 tonnellate consistente in specie pregiate,
come molluschi, ostriche e pesci a coda gialla.
- Stati Uniti. La produzione è di 450.000 tonnellate ed è per
lo più fatta di pescegatto.
- Norvegia. La sua produzione di 400.000 tonnellate annue è, costituita per il 98 per cento da
salmone.
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