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Mandorle
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mandorle Il mandorlo è un albero originario dell'Asia occidentale e coltivato da noi in tutta la zona mediterranea. I suoi semi si distinguono, a seconda del sapore, in varietà dolce oppure in varietà amara, ma sono identitici comunque nei caratteri morfologici.
Le mandorle amare contengono un glucoside (amigdalina) e una diastasi (emulsina), olio grasso usato per i saponi, e olio essenziale utilizzato invece in profumeria. Le mandorle amare sono velenose perchè il fermento decompone l'amigdalina liberando acido cianidrico.
La mandorla è una frutta secca ampiamente utilizzata dall'industria pasticciera, sia come ornamento che come importante ingrediente per la confezione di vari tipi dolci come torroni, confetti, mandorlati, torte e budini (ma spesso in pasticceria viene utilizzata la pasta di mandorle, non perchè migliore ma perchè più pratica).
Le mandorle sono anche utilizzate in cucina per preparare cibi salati.
Ciò che forse non tutti sanno è la mandorla è un vero concentrato di preziosi principi nutritivi: contiene grassi (50 per cento), proteine (25 per cento), zuccheri, vitamina A, vitamina E, calcio, fosforo, zolfo, potassio, rame e magnesio. E' un alimento altamente calorico, un etto di mandorle fornisce infatti ben 600 calorie, dotato di una composizione particolarmente bilanciata, ideale per i casi di denutrizione o demineralizzazione e come integratore nelle diete vegetariane, nonchè utile nei momenti di particolari esigenze energetiche dell'organismo, come gravidanza, allattamento, crescita, convalescenze, intensa attività sportiva, superlavoro fisico e intellettuale.
E' inoltre comprovata la sua efficacia come tonico del sistema nervoso e come riequilibratore della flora batterica intestinale, e in virtù dell'alta concentrazione di vitamina E e di grassi insaturi, puo' attenuare i rischi di attacchi cardiaci.
Per beneficiare delle proprietà di questo alimento non ci si deve comunque limitare al solo consumo dei semi secchi.
Il latte di mandorla, oltre ad essere una bevanda gradevole e dissetante, ha effetti rinfrescanti sull'intestino e sulla vescica, ed è inoltre un ottimo calmante della tosse.
L'olio estratto dalla mandorla dolce ha potere lassativo ed emolliente, e con acqua e zucchero serve per la preparazione dell'orzata, ma l'alta concentrazione di vitamina A che esso contiene lo rende particolarmente prezioso per uso esterno, tanto che lo ritroviamo come ingrediente in molte preparazioni ad uso dermatologico e soprattutto nei prodotti cosmetici. Le sue proprietà emollienti e nutrienti facilitano la cura di eczemi e combattono la desquamazione della pelle. In inverno protegge dalle screpolature, e in altre stagioni favorisce il mantenimento dell'abbronzatura.
L'acqua distillata di mandorle amare che si ottiene, dopo avere avere estratto l'olio, dalla distillazione della poltiglia residua con acqua e alcol, viene utilizzata in fitoterapia come calmante dei disturbi spasmodici di origine nervosa, come tosse nervosa, cardiopalmo, insonnia, spasimi dello stomaco e intestino.
Spesso ai frutti oleosi come la mandorla viene imputata scarsa digeribilità, ma ciò è dovuto all'errata assunzione alimentare cui siamo abituati: sono facilmente digeribili se vengono mangiati associati con verdure o con cereali, ma risultano molto pesanti se mangiati alla fine di un pranzo completo oppure in preparazioni in cui siano state impiegate proteine animali.


Come vengono sgusciate le mandorle?


Industrialmente, le mandorle sono sgusciate da apposite macchine sgusciatrici automatiche.
La prima fase nei centri di lavorazione consiste nella smallatura, operazione effettuata con apposite macchine meccaniche smallatrici che separano i malli dai gusci. Le mandorle in guscio vengono quindi sgusciate da apposite macchine automatiche. La linea di sgusciatura prosegue con un vaglio vibrante che separa le mandorle dai gusci, mentre il passaggio successivo consiste nell'essicazione e nella spellicolatura delle mandorle.
Nell'industria mandorlicola californiana, malli e gusci costituiscono sottoprodotti ricchi di carboidrati che, ridotti in farine, vengono utilizzati nell'alimentazione dei bovini.


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