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Coltivato fin dall'antichità e utilizzato da sempre come medicamento, il cavolo
(Brassica oleracea) era considerato sacro dai Greci; i Romani lo utilizzavano per curare
le più svariate malattie e lo mangiavano crudo, prima dei banchetti, per aiutare
l'organismo ad assorbire meglio l'alcool.
Nel 1500 veniva utilizzato come lassativo. Nel 1600 il brodo di cavolo era invece raccomandato
in tutte le affezioni polmonari, mentre la letteratura medica del secolo scorso testimonia che
il cavolo veniva utilizzato per guarire raffreddori, catarri, laringiti, ma anche per curare la
pleurite ed i reuamtismi.
Presso le popolazioni marinare, il cavolo, assieme alla cipolla, era l'alimento tipico degli
equipaggi delle navi, utilizzato per compensare le diete necessariamente
povere durante i viaggi per mare. Dalle virtù del cavolo il capitano Cook fa dipendere
la salute del suo equipaggio: per tre anni di navigazione in tutte le latitutini non perse
infatti nessuno dei suoi 118 uomini, in quanto faceva mangiare loro cavoli cotti o crudi.
Coltivazione
A livello mondiale la superficie coltivata risulta pari a circa 1.600.000 ettari e la resa si
aggira sui 200 quintali ad ettaro. Questa coltura è particolarmente diffusa in India
(88.000 ettari), Cina (55.000), Francia (35.000) ed Italia (28.000). Circa l'80 per cento della
produzione mondiale complessiva proviene da Asia ed Europa.
In Italia, le regioni dove la produzione di cavoli è più sviluppata sono Campania,
Sicilia, Lazio, Abruzzo e Puglia.
La sua presenza sul mercato è praticamente per tutto l'anno.
Proprietà
Interessante per il suo apporto di sali minerali (in particolare
potassio, sopratutto nei cavoli di bruxelles) e di
vitamine, il cavolo contiene inoltre elevate quantità di
acido folico e di fibre.
Possiede proprietà depurative, rinfrescanti, tossifughe e diuretiche ed è indicato
nella cura di disturbi gastrointestinali ed infiammazioni delle vie respiratorie. Fortifica
l'organismo e regola il sistema nervoso.
E' stato inoltre ampiamente documentato che il succo di cavolo crudo ha un'ottima efficacia
nella cura dell'ulcera peptica. Un litro di succo fresco al giorno, assunto in dosi separate,
porta alla guarigione dell'ulcera in una media di soli dieci giorni, probabilmente per l'alto
contenuto di glutamina contenuto.
In cosmesi il succo viene utilizzato come ingrediente di prodotti rivitalizzanti per la pelle.
Il consumo annuo in Italia è di circa 9 chilogrammi pro-capite, e oltre ad essere
consumato fresco, il cavolo viene utilizzato come ingrediente in minestre, zuppe,
frittate e sformati.
Normalmente il cavolo viene fatto bollire in grandi pentole con molta
acqua, ma ciò favorisce la perdita di oltre la metà
della vitamina C e dell'acido folico in esso contenuti. Cuocerlo al
microonde o al vapore senza affettarlo in piccoli pezzi può ridurre sensibilmente la
perdita vitaminica.
I cavoli possono riuscire di difficile digestione alle persone delicate di stomaco, per cui
è sempre prudente non servirli al pasto serale. Vanno inoltre sempre sconsigliati agli
individui sofferenti di fegato e possono produrre flatulenza.
Per attenuare invece l'odore sgradevole che emanano durante la cottura, è sufficiente
aggiungere all'acqua un pezzo di mollica di pane ed un pizzico di bicarbonato.
Le varietà disponibili sul mercato:
cavolfiore
cavoletti di bruxelles
cavolo cappuccio
cavolo verza
cavolo broccolo
Valori nutrizionali per 100 grammi di cavolo
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