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Allergie e intolleranze alimentari - 2


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Che cos'è una allergia?


Il termine allergia è stato coniato nel 1907 dal medico austriaco Von Parquet e significa letteralmente differente reattività. In senso stretto quindi, esso comprenderebbe sia i casi in cui la reattività dell'organismo ad un antigene viene abolita o attenuata (ipoergia), che quelli in cui essa viene resa più intensa (iperergia).
Alla prima categoria appartengono i fenomeni dell'immunità acquisita, mentre alla seconda appartengono quelli in cui l'organismo reagisce in maniera abnorme con manifestazioni locali o generali di tipo morboso.
Il significato del termine "allergia" viene oggi limitato solo a quest'ultimo tipo di fenomeni, mentre l'antigene implicato viene detto allergene. I meccanismi che stanno alla base dei fenomeni allergici sono gli stessi che sono alla base dei fenomeni immunitari poichè le reazioni d'ipersensibilità sono generate dall'interazione di un antigene con anticorpi oppure da reazioni cellulo-mediate. Nell'allergia però la penetrazione dell'allergene porta l'organismo ad una condizione di ipersensibilità. Tale stato si manifesta con reazioni dannose che insorgono, in seguito ad una nuova penetrazione, dopo che l'allergene ha sensibilizzato l'organismo una prima volta o comunque è ancora presente al suo interno.
Le sostanze contro le quali un individuo può diventare allergico sono molteplici e tra queste alcune sono molto attive come allergeni, mentre altre lo sono meno. Ciò indica che l'allergenicità dipende almeno parzialmente anche dalle proprietà chimico fisiche della sostanza.
Lo stato allergico ha senz'altro una base genetica tra le sue cause, data la frequenza familiare con la quale alcune allergie tendono a comparire. D'altra parte anche i fattori ambientali potrebbero avere la loro importanza, come sembra dimostrare il fatto che i neonati allattati con il latte materno sviluppano con minore probabilità stati allergici.
Le razioni allergiche, in passato, furono distinte in due tipi in base al tempo di insorgenza:
  1. immediate, con inizio entro pochi minuti dal contatto con l'allergene e scomparsa indicativamente entro un'ora, e correlate alla presenza di anticorpi circolanti;
  2. ritardate, con inizio molte ore dopo il contatto e durata di parecchi giorni, e correlate a linfociti T sensibilizzanti.
Che cos'è l'allergia alimentare?


Il termine «allergia alimentare» significa che l'allergene responsabile è un alimento capace di provocare manifestazioni non soltanto nel tratto gastrointestinale, ma anche in altra sede; il termine "allergia digestiva" o "gastrointestinale" indica invece che la sede delle manifestazioni o delle lesioni è il tubo digerente, prescindendo dalla causa alimentare: uno shock allergico, ad esempio, provocato da medicamenti, può scatenare sintomi di allergia digestiva, come vomito o diarrea. Con la prima denominazione si indicano cioè le cause che devono essere ricercate, con la seconda le manifestazioni cliniche, che sono dominate dalla mancanza di specificità e dalla variabilità con la quale l'allergene manifesta la sua azione.
Dal punto di vista patogenetico le modalità di reazione nell'allergia alimentare si possono in genere ascrivere a immunoreazioni di tipo immediato, cioè con la partecipazione di anticorpi reagenici, pur esistendo la possibilità di immunoreazioni da anticorpi citossici (porpore trombocitopeniche, ecc.) o da complessi antigene-anticorpo (vasculiti, nefriti).
La possibilità di reazioni ritardate, la molteplicità degli allergeni, l'attività antigenica di uno stesso allergene di volta in volta diversa, il fatto che gli allergeni sensibilizzanti e scatenanti spesso non sono antigeni completi, la sintomatologia vaga e proteiforme, sono fattori che complicano grandemente le possibilità di un preciso orientamento e le indagini diagnostiche. Occorre considerare la possibile alterazione delle proprietà fisico-chimiche degli alimenti in seguito all'alta temperatura conseguente alla cottura, che fa acquisire agli alimenti stessi proprietà allergogene diverse da quelle esistenti allo stato naturale. Può verificarsi inoltre la sensibilizzazione al cibo come tale o invece a uno dei prodotti di degradazione enzimatica che si vanno formando durante i processi digestivi e che possono indurre la formazione di nuove sostanze ad attività allergogena.


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